Roma, l'ex sindaco Marino condannato a 2 anni per peculato

L'ex sindaco è stato infatti condannato a 2 anni e le accuse sono di peculato e falso e riguardano le cene consumate quando Marino appunto era primo cittadino di Roma e pagate con la carta di credito del Campidoglio. Invece assolto per truffa 11 gennaio 2018 - agg. Nei suoi confronti il procuratore generale Vincenzo Saveriano aveva sollecitato una condanna a due anni e mezzo. Era accusato di peculato e falso. Anche Ignazio Marino commenta la sentenza in una nota: "La Corte di Appello di Roma oggi condanna l'intera attivita' di rappresentanza del sindaco della Città Eterna".

In particolare, i magistrati hanno accusato Marino di aver speso 12mila 716 euro in 56 cene private spacciate per istituzionali. In pratica i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il Sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati. "Con lo studio Musco continuero' la mia battaglia per la verita' e la giustizia in Cassazione". Per questa vicenda l'ex primo cittadino venne travolto dalle polemiche che aggravarono il rapporto col Pd che sfociò con le dimissioni in blocco di tutti i consiglieri Dem avvenute nell'ottobre del 2015 e la conseguente caduta di giunta e sindaco.

I giudici della III corte d'Appello hanno invece confermato l'assoluzione dall'accusa di truffa per le consulenze della Onlus Imagine.

Non ha voluto commentare davanti ai giornalisti fuori dal Tribunale l'ex sindaco di Roma: ha lasciato gli uffici del tribunale, scuro in volto per una sentenza che forse non si aspettava dopo l'assoluzione in primo grado. Marino, che in primo grado scelse il rito abbreviato, venne assolto con la formula "perché il fatto non sussiste".


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