La Stampa: "Bufera Milan, inchiesta sulla vendita". "Nuova tegola su Berlusconi"

Inchiesta sulla vendita del Milan? Per gli inquirenti la cifra della cessione della società sarebbe stata volutamente gonfiata: 740 milioni appaiono troppi, visto che il Milan era reduce da diversi campionati deludenti, campagne acquisti sotto tono rispetto ai suoi standard, continui cambi di allenatori in panchina e aveva visto il suo organico drasticamente ridimensionato negli anni. Il reato ipotizzato è il riciclaggio. In parole povere si tratterebbe di riciclaggio: "In gran segreto, nei giorni scorsi, i pm hanno avviato un'inchiesta che tra le varie ipotesi comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio, certamente un problema per Silvio Berlusconi". Il fatto - si legge - è che almeno due grandi banche americane (Goldman Sachs e Bofa-Merrill Lynch) si sono affacciate all'affare per poi concludere che non si può fare ("Motivi reputazionali", spiega un banker). Il Milan nell'aprile 2017 è passato dalle mani del leader di Forza Italia all'imprenditore cinese Yonghong Li. Come ricorda La Stampa, voci sulla compravendita ne giravano da tempo tanto che l'estate scorsa l'avvocato del Cavaliere Niccolò Ghedini aveva consegnato in procura "i documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese". Il perché lo spiega il quotidiano torinese: "Alla base dell'apertura dell'inchiesta avvenuta poche settimane fa, ci sarebbero nuovi documenti che dimostrerebbero esattamente il contrario".

Perciò, erano partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari.


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