Influenza: boom di casi nell'ultima settimana del 2017

Oltre 673mila nell'ultima settimana. Lo sottolineano gli specialisti della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali - SIMIT.

Per quanto riguarda l'età dei pazienti, i più piccoli risultano i più colpiti. "L'andamento dell'epidemia influenzale è imprevedibile, quindi non si può escludere che ci siano ancora più nuovi casi" spiegano gli esperti. Anche perché il picco vero alle nostre strutture non è ancora arrivato. Lo scorso anno il picco fu registrato nel mese di dicembre, proprio sotto le festività natalizie. "Tuttavia - conclude Galli - sulla base dei risultati virologici, sarà possibile evidenziare se vi dovesse essere una ripresa dei casi dovuti a H1N1 come all'inizio dell'epidemia del 2009". Nell'ultima settimana del 2017 si è registrato un brusco aumento del numero di casi in tutte le classi di età. I più colpiti sono stati i bambini sotto i 5 anni, con un'incidenza di circa 29,2 casi per mille, e quelli tra 5 e 14 anni (19). Afflusso molto forte anche all'Annunziata, dove nelle prime 24 ore del 2018 sono state effettuate 161 visite ambulatoriali di guardia medica pediatrica.

Ecco le indicazioni fornite da Claudio Mastroianni, segretario SIMIT e Direttore della U.O.C. Policlinico Umberto I: "È essenziale rimanere a riposo e al caldo, bere bevande calde, usare antiinfiammatori e antipiretici".

"Prevediamo nelle prossime settimane, intorno a metà gennaio, un ulteriore aumento di casi, ma la rete infettivologica è pronta assieme a ISS Simit e specialisti su tutto il territorio".

"Ancora non abbiamo raggiunto il picco influenzale". Infine, contrariamente agli adulti, a meno che non si tratti di bambini a rischio, è meglio non vaccinare. Occorre dire anche a spiegazione delle code che si sono registrate ai servizi di prima emergenza a Cona, che la concentrazione al solo ospedale Sant'Anna di alcune specialità fa sì che giungano al pronto soccorso di Cona molti utenti provenienti da altre zone della provincia, che preferiscono raggiungere direttamente l'ospedale ferrarese. A marzo e aprile, invece, potrebbero giungere da noi altre forme virali respiratorie che possono causare sindromi simil-influenzali.


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