Povertà in Italia: situazione drammatic, dice Federconsumatori

Mentre le famiglie che sono maggiormente esposte all'esclusione sociale sono quelle numerose, con cinque o più componenti. Numeri che, scrive l'Istituto di statistica, vedono gli obiettivi prefissati dalla Strategia Europa 2020 "ancora lontani: la popolazione esposta a rischio di povertà o esclusione sociale - precisamente pari a 18.136.663 individui - è infatti superiore di 5.255.000 unità rispetto al target previsto". Rispetto al 2015 si registra un netto peggioramento: "la quota è infatti passata dal 28,7% al 30%" rivelano in una nota da Federconsumatori. "Aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%)". Per questi motivi la forbice tra i più benestanti e i più poveri si è ulteriormente allargata. Chiaramente le condizioni di vita precarie si incontrano in nuclei familiari monoreddito: "elevati livelli di rischio di povertà o esclusione sociale si osservano anche tra coloro che vivono in famiglie monoreddito (46,7%) o in famiglie con fonte principale di reddito non proveniente da attività lavorative (35,8% se la fonte principale è una pensione e/o un altro trasferimento pubblico, 67,4% se si tratta di altra fonte)".

Il 30% degli italiani è a rischio povertà ed esclusione sociale. Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%). È quanto rileva oggi l'Istat presentando i dati sulle condizioni di vita e di reddito dei cittadini italiani nel 2016. Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione. Quello medio, è invece di 2.500 euro ossia 29.988 euro all'anno (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014). La crescita è più marcata per il quinto più ricco della popolazione, concentrata nella fascia alta dei redditi da lavoro autonomo (in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione). Il reddito mediano cresce nel Mezzogiorno in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale (+2,8% rispetto al 2014), rimanendo però su un volume molto inferiore (20.557 euro, circa 1.713 mensili). Al 20% piu' povero della popolazione italiana va poco più del 6% del reddito totale mentre la fascia più ricca possiede quasi il 40% del totale. Il cuneo fiscale e contributivo è stato pari al 46% del costo del lavoro, in lieve calo rispetto agli anni precedenti (46,2% nel 2014, 46,7% nel 2012).


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