Italia: intercettazioni, passa la riforma

La riforma sulle intercettazioni, che prevede la creazione di un archivio riservato custodito dai pm, entrerà in vigore sei mesi dopo dopo la sua pubblicazione ufficiale; la norma che autorizza i giornalisti ad accedere alle ordinanze del Gip entrerà invece in vigore tra un anno.

La norma che sancisce il diritto dei giornalisti ad avere copia dell'ordinanza di custodia cautelare sarà invece efficace tra un anno. A commentare l'importante passo politico è stato il ministro della giustizia italiana Andrea Orlando: "l'Italia - ha spiegato al termine del liberatorio Consiglio dei Ministri - è diventata in questo modo un paese che utilizza le intercettazioni per contrastare la criminalità e non per alimentare i pettegolezzi e distruggere la reputazione di persone non sottoposte a procedimenti penali". Il decreto legislativo oggi approvato rivede infatti le disposizioni in materia confermando il ruolo delle intercettazioni come strumento fondamentale per le indagini ma disciplinando il procedimento e le responsabilità della selezione delle stesse, con l'intento di impedire la divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee all'attività investigativa. Anche nelle ordinanze di custodia cautelare dovranno essere trascritti solo "brani essenziali" e unicamente quando "è necessario". Accesso legittimo dei giornalisti alle ordinanze del gip, una volta che le parti ne hanno avuto copia. Dura Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che sul blog "Articolo 21" scrive: "La riforma bavaglio alla pubblicazione delle intercettazioni è stata finalmente approvata".

NUOVE REGOLE PER I TROJAN - L'uso dei captatori informatici, in pc o smartphone, sarà sempre consentito per terrorismo e mafia.

CARCERE PER VIDEO-AUDIO FRAUDOLENTI - Fatto salvo il diritto di cronaca, è previsto il carcere fino a 4 anni per chi diffonde riprese audiovisive e registrazioni di comunicazioni effettuate in maniera fraudolenta per danneggiare "la reputazione o l'immagine altrui".

A ben vedere, già in precedenza, era costantemente seguita la prassi per la quale la polizia giudiziaria procedeva alla trascrizione, per riassunto o in forma integrale, delle conversazioni captate ma solo e soltanto di quelle il cui contenuto era di interesse per le indagini con esclusione delle conversazioni di rilievo strettamente personale.

In base al decreto, quanto alla cosiddetta 'udienza-stralcio', sarà il giudice, in camera di consiglio senza l'intervento del pm e dei difensori, a decidere sull'acquisizione delle intercettazioni indicate dalle parti, e potrà ordinare anche lo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l'utilizzazione. "Ma dal punto di vista delle modalità operative scelte si poteva fare meglio, qualche ombra è rimasta", le parole di Eugenio Albamonte dell'Associazione nazionale magistrati. Limitata la possibilità di usare le intercettazioni per i reati contro la pubblica amministrazione. Il che crea danni significativi a chi si trova coinvolto il vicende giudiziarie. Sono questi i punti essenziali della nuova legge sulle intercettazioni, prevista dalla delega contenuta nella riforma del processo penale varata la scorsa estate.


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