Bari, caso di stupro nei confronti di una dottoressa

Era stata violentata da un paziente mentre era in servizio in una guardia medica, ma aveva denunciato troppo tardi i fatti.

In altre parole, secondo la procura, in questo caso non è necessaria la denuncia della donna per procedere contro Zecca (51enne residente ad Acquaviva delle Fonti). "Impugneremo sicuramente" la decisione del Riesame, ha detto il procuratore Giuseppe Volpe, perché, "ravvisiamo la connessione con reati procedibili d'ufficio e questo supera il problema della improcedibilità per querela tardiva".

È in sintesi quello che scrive il Tribunale del Riesame di Bari nel provvedimento che dispone la scarcerazione dell'uomo per l'accusa di violenza sessuale, concedendogli i domiciliari in braccialetto elettronico per lo stalking.

Nella contestazione di stalking sono compresi i reati di "minacce gravi, violazione di domicilio aggravata e violenza privata, che sono tutti reati procedibili d'ufficio". "Non siamo impazziti - ha continuato ancora il procuratore - tanto da contestare un reato improcedibile perché denunciato troppo tardi".

Gli atti persecutori denunciati dalla vittima e accertati dalle indagini della Procura di Bari sarebbero iniziati nell'ottobre 2016 e avrebbero costretto nei mesi successivi la dottoressa a cambiare tre diverse sedi di lavoro fino a quando, temendo per la propria incolumità, ha deciso nel settembre scorso di presentare denuncia.


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