Stupri di Roma, il racconto: "Ammanettate e violentate". In carcere gli accusati

"Aveva detto che le avrebbe uccise".

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip Costantino De Robbio, Mario Seferovic di 21 anni e Bilomante Maikon Halilovic di 20 anni accusati di aver sequestrato e stuprato con "estrema freddezza e determinazione unite ad un'assoluta mancanza di scrupoli e a una non comune ferocia verso le vittime" due ragazze di 14 anni in un boschetto romano del Collatino, a Roma. Nel provvedimento di sei pagine emesso dal gip si legge che il carcere è "l'unica misura idonea", una scelta necessaria per "impedire il pericolo di inquinamento probatorio viste le minacce di morte rivolte alle minori perché non rivelassero lo stupro". "Sono vicina alle vittime e alle loro famiglie".

Non è escluso che nell'interrogatorio di convalida, le strategie difensive dei due ragazzi possano scindersi. I due rom italiani, ma di origine bosniaca, non hanno risposto alle domande del gip, ma hanno professato innocenza ai loro legali.

Una delle due aveva conosciuto Seferovic in chat e ne è rimasta rimasta affascinata. All'appuntamento si era però presentate assieme a una sua amica. Cinque mesi fa è stato convocato per l'elezione di domicilio e la nomina del difensore perché indagato a piede libero per gli stessi reati (violenza sessuale di gruppo e continuata, e sequestro di persona aggravato e continuato), che adesso lo hanno portato in carcere con l'altro rom che, secondo l'accusa, avrebbe invece solo fatto da palo mentre Mario abusava delle due minorenni dopo averle ammanettate alla recinzione di un pozzo, all'interno di un campo incolto sulla Collatina. Dalle carte emerge, inoltre, che il 2 agosto scorso è stato svolto un incidente probatorio durante il quale le due vittime "hanno ricostruito in maniera non contraddittoria lo stupro e hanno dato particolari utili per l'identificazione del complice di Seferovic da entrambe indicate con il nome di Cristian".

"È un episodio aberrante. Dobbiamo denunciare e condannare questi atti deprecabili". "C'è tanta sofferenza sociale ma nessuno deve avere paura - ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera - Le forze di polizia sono sempre molto impegnate, il pattugliamento è stato di recente adeguato e rafforzato". Seferovic, inoltre, ha contattato "la madre di una delle ragazze, forse anche per appurare se le vittime avessero rispettato la consegna del silenzio".


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