Sicilia, negli exit poll avanti il centrodestra

La provincia dove si è votato di più è quella di Catania (12,69%); quella dove si è votato di meno la provincia di Enna (7,43%). Poi è andato al seggio giusto e ha regolarmente votato.

Il candidato del centrodestra per le elezioni in Sicilia guadagna terreno: il secondo exit poll per le elezioni in Sicilia ad opera dell'Istituto Piepoli e Noto Sondaggi per la Rai accredita Nello Musumeci (centrodestra) al 36-40%; Giancarlo Cancelleri (M5S) al 33-37%; Fabrizio Micari (centrosinistra) al 16-20% e Claudio Fava (sinistra) al 6-10%. Immediato l'intervento della polizia che ha portato l'uomo al commissariato e lo ha denunciato per violazione sulle norme della legge elettorale. Il candidato della sinistra, Claudio Fava, sarebbe al 7-11 per cento. Staccato di pochi punti percentuali c'è Giancarlo Cancelleri (M5S).

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha votato: alle 9.35, si è recato nel seggio della scuola Giovanni XXIII-Piazzi a Palermo. Lo spoglio inizierà domattina alle 8. A Mazzarrà Sant'Andrea, nel Messinese, oggi si vota anche per il sindaco, dopo lo scioglimento dell'amministrazione per infiltrazioni mafiose. Ma lo spoglio delle schede comincerà soltanto domani, lunedì, alle 8.

Fabrizio Micari è il candidato del Centrosinistra per la presidenza della Regione Sicilia. Entrambe sono a suffragio universale e diretto. Essa dura in carica per 5 anni. Nel 2012 l'affluenza definitiva fu di 2,2 milioni di siciliani, pari al 47,07 per cento. L'ambito territoriale di ciascuna circoscrizione coincide con il territorio provinciale. Il Psi viaggia tra il 3 e il 6%, mentre Alternativa Popolare e Arcipelago Sicilia si attestano al 2-5%.

- i restanti, fino ad un massimo di 6, ai candidati della lista regionale del Presidente eletto.

In ogni lista regionale i candidati (dopo il capolista) devono essere inseriti secondo un criterio di alternanza tra uomini e donne.

Parlando dei sondaggi il rettore di Palermo dice: "Il vero problema è stato l'uso che si ne è fatto perché possono aver influenzato la percezione dei rapporti di forza nella composizione delle liste".


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