Rossi cade: Yamaha distrutta, ma lui illeso

Valentino, al contrario, aveva faticato moltissimo ad adattarsi al nuovo telaio 2017, ma nessuno si era preoccupato, perchè si sa, il Dottore, come la storia insegna, è sempre stato capace di tirar fuori qualcosa di buono dal cilindro.

In MotoGP non è ancora tempo dei saluti in vista della prossima annata. E' questo il responso dell'ultimo atto iridato del campionato di MotoGP per la Yamaha ufficiale di Valentino Rossi e Maverick Vinales. Prima però di saltare tutti i piloti attesi nel prossimo campionato mondiale andiamo a vedere come si configura il programma di questa giornata, ricordando anche le modalità attraverso cui assistere ai test di Valencia e che cosa è successo ieri in pista al Ricardo Tormo.

Sabato scorso, dopo aver vissuto la sua peggior qualifica stagionale, senza riuscire neppure a superare la Q1, lo spagnolo ha riconosciuto che forse avrebbe dovuto essere un po' più fermo sulle sue richieste, basandosi più sulle sue sensazioni che sulla consulenza di altri. E mentre al sesto posto si è piazzata l'Aprilia di Aleix Espargarò, hanno chiuso la top ten la KTM del fratello Pol e la prima Honda LCR destinata a Cal Crutchlow.

I due punti d'attacco sono la parte più bassa del cupolino, all'altezza della bocca a forma di "M", e la parte alta delle pance della M1.

Franco Morbidelli e Takaaki Nakagami hanno fatto il loro esordio in sella a una MotoGP al pari di Xavier Simeon (Thomas Luthi, compagno di box di Morbidelli, non è presente per infortunio). Discorso differente per Alvaro Bautista, vittima di un highside in curva 1 nel quale ha preso una bella botta alla schiena. Una crisi tecnica senza fine che ha portato quest'oggi, nell'ultima gara, a rispolverare il telaio 2016.


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