Montella e il momento del Milan: "Osservo il mio funerale da vivo"

La qualificazione ai sedicesimi è paradossalmente più vicina in un girone davvero modesto ma il "bel gioco" (illusorio vanto diMontella alla vigilia) è sempre più lontano: zero tiri in porta nel primo tempo, un palo di Montolivo (fino all'altro ieri considerato l'ultima ruota del carro) a inizio ripresa negli unici cinque minuti d'orgoglio e quella brutta sensazione di una pigrizia collettiva per una squadra senza mordente. "C'è tanto da lavorare, ma la squadra anche oggi ha fatto una partita di lotta". Il primo tempo così così, il secondo tempo meglio. Non era una partita facile per intensità contro un avversario che non ti lasciavano giocare.

È un ragazzo di grandissimo talento. C'è bisogno di sincronismi, talvolta non c'è movimento senza palla, non c'è corsa verso il compagno. Domenica si va a Sassuolo ed inevitabilmente si pensa a quanto accaduto ad un ex come Allegri proprio contro i neroverdi: "Qualche parallelismo c'è, anche se la società pubblicamente ha difeso strenuamente il tecnico ed escluso un possibile esonero". Suso è un giocatore importantissimo, oggi non ho voluto rischiarlo perché aveva un leggero affaticamento. "La società poi ha interesse che scendano in campo spesso e volentieri i nuovi, per dare un segnale di cambiamento rispetto a quello che è stato il passato".


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