Mondiali, Buffon: "Italia, in caso di eliminazione non cambio idea"

Lo stadio sembra quello giusto per l'impresa e Buffon, come ha sempre fatto anche prima della gara di Solna, sa che il pubblico potrebbe fare la differenza: "La verità sta nel mezzo e quindi dico che sicuramente una predisposizione all'accettazione anche di qualche sbavatura, all'errore che qualcuno di noi potra' compiere, per vari motivi, fa si che anche il giocatore possa sentirsi anche capito e spinto dal pubblico amico. Speriamo che cambi in meglio visto il risultato, ma questo lo vedremo alla fine della partita".

Poi Buffon comincia a caricare l'ambiente: "Ci sono pochi messaggi da dare a parole, bisogna darli sul campo, in modo che le gente ci sostenga. Non che la Svezia non lo faccia, ma ci teniamo alla correttezza".

Sulle critiche e i consigli ricevuti nelle ultime ore: "I consigli?" Tutti, ovviamente, ci auguriamo che vada tutto per il verso giusto. Faremo funzionare la nostra testa, si gioca solo in 11, mica in 22. "Bernardeschi? E' qui, a disposizione, e può essere utile come tutti gli altri". Quello che cambia, al di là del prosieguo del mio cammino in azzurro, vuol dire tanto per ognuno di noi. Siamo tornati con una sconfitta senza subire un tiro in porta, il rammarico è questo insieme al fatto di non aver concretizzato le nostre occasioni. Un passaggio del turno sarebbe importante per il movimento calcistico nazionale e innanzi a ciò i discorsi relativi al mio personale futuro non sono importanti. "Mi auguro che ogni tifoso che verrà domani sera a San Siro si spogli della sua maglia di club, sia la Juventus o l'Inter o il Milan o il Napoli... tutti uniti dalla maglia azzurra della Nazionale". Sapevamo che c'era la Spagna e che avremmo potuto finire ai playoff. Dal primo giorno sono orgoglioso di allenare la Nazionale, la maglia azzurra era un sogno. Sono vent'anni che quella nazionale ha uno stile definito, gioca in maniera consolidata. E di sicuro non va a intaccare la gioia che avremo domani quando avremo passato il turno. "Ce la giochiamo, con una convinzione aumentata, all'interno di uno scenario che era in qualche modo previsto e chiaro alla partenza del percorso".


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