Milan, punto ea capo: gelo tra Montella e Mirabelli, decisivo il Torino

Come rivela l'edizione odierna di Tuttosport, sembrerebbe che il dirigente rossonero non abbia affatto gradito le scelte di Montella per la partita contro il Napoli. Io ho fatto un'analisi dicendo anche che sono molto arrabbiato quando perdo, ma serve equilibrio da allenatore.

La prestazione la salvo, dispiace perdere così perché meritavamo qualcosina di più.

"Tutte sconfitte contro le squadre che ci precedono? Sono convinto che potremmo raggiungere un alto livello ancora". Adesso pero' è arrivato il momento di cambiare marcia: la prossima sfida sarà contro il Torino di Sinisa Mihajlovic e questa sarà assolutamente decisiva per il futuro di Montella.

In sostanza il Milan non disponeva a centrocampo di palleggiatori in grado di accelerare la manovra così da arrivare ad impensierire la retroguardia azzurra. Premesso che giocando ogni tre giorni è difficile allenarsi ma questo non è un alibi. "Ora arrivano partite più abbordabili, dobbiamo continuare a migliorare". La scelta di presentarsi al San Paolo con Borini terzino e Rodriguez, l'eroe della Svizzera, in panchina è qualcosa di assolutamente incomprensibile.

Poi quando sento dire da qualcuno che la colpa sarebbe degli attaccanti che non sarebbero all'altezza, mi cadono le braccia e capisco che molta gente osa parlare di calcio senza capire nulla di calcio. Per difendersi contro questo Napoli bisogna tenere la palla il più possibile perché rischi sempre. Gli obiettivi del Milan?

Il risultato è che dopo una ventina di partite da inizio stagione il Milan non ha ancora uno straccio di identità, il gioco scorre veloce come il traffico nell'ora di punta, la difesa prende gol con facilità disarmante, il centrocampo filtra poco e costruisce ancor meno, la fase offensiva è sterile e prevedibile...e quel che è peggio, questa squadra dimostra anche poco animus pugnandi, appena prende gol hai già la certezza di tornare a casa con la coda tra le gambe.

Il primo fondamentale errore è stato quello di confermare l'allenatore scelto dalla precedente proprietà, se fai una rivoluzione la devi fare fino in fondo e non a metà. Ma quest'anno le aspettative erano nettamente differenti.


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