Malagò: "Se fossi in Tavecchio mi dimetterei"

"Come sapete - aggiunge - è padrone di assumersi le responsabilità, ma se fossi in lui mi dimetterei".

"Siamo delusi e amareggiati, ieri sera è stata una giornata triste dal punto di vista sportivo". Una rinascita che deve iniziare da scelte importanti, che potrebbero portare anche ad una rivoluzione: "Il calcio italiano va rifondato". Presumo che questo contratto duri soltanto qualche mese, per cui la sostanza cambia poco: di fatto Ventura non ha il rinnovo. "Mi sembra che su Ventura gli elementi sono acclarati". "Sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro e di aver lavorato con grandi campioni e con altri che gli auguro di diventarlo", le sue parole.

A proposito del settore giovanile: "Dall'Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche li' c'è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi". Il presidente del Coni nei confronti di una Federazione può commissariare, anzi deve commissariare se accadono tre fatti: il primo è se non c'è il funzionamento della giustizia sportiva, il secondo è il funzionamento e la regolarità dei campionati, il terzo è se ci sono gravi irregolarità amministrative di carattere finanziario. Il suo ruolo è stato un errore, una scommessa persa. "Poi c'è un altro discorso che non è scritto in queste norme, di diritti e di doveri, che riguarda la sfera delle competenze sportive, delle responsabilità che sono fattori oggettivi e sono sotto gli occhi di tutti". Intanto però un pensiero a chi ci ha messo la faccia anche ieri come ha fatto sempre negli ultimi vent'anni e che ieri ha chiuso con la Nazionale: Gigi Buffon. Che si dimetta ora o tra venti giorni, cambia poco. Che io ricordi non era mai successo, veramente una prova strepitosa di spingere, di dare la famosa carica dodicesimo uomo in campo. Bisogna vedere se parliamo di diretto o di indiretto. Chi conosce il calcio sa che gli argomenti di Salvini sono ridicoli: gli stranieri stanno in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, ovunque e ancora molti di noi hanno nella mente l'immagine della Francia multietnica campione del mondo nel 1998.


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