F1, in Brasile trionfa Vettel. Sul podio anche Bottas e Raikkonen

SAN PAOLO - Sebastian Vettel scatta in prima fila con la sua Ferrari a fianco della Mercedes di Valtteri Bottas che ha conquistato la pole position.

Dietro di lui le due Ferrari del tedesco Sebastian Vettel, staccato di 38 millesimi, e il finlandese Kimi Raikkonen in terza posizione.

La vittoria odierna di Vettel e la bella prestazione di Raikkonen, fanno morale per concentrarsi sulla stagione 2018, magari rafforzandolo con un'altra prestazione di rilievo fra quindici giorni nell'ultimo appuntamento di Abu Dhabi.

Dietro a loro Kimi Raikkonen, che il terzo posto lo ha mantenuto anche sul traguardo. Ottimo allo spegnimento dei semafori, con Bottas che forse avrebbe potuto fare qualcosa di più, bene nella gestione della ripartenza dopo la Safety Car, ottimo nel tirare i primissimi giri in modo da mettere la giusta distanza tra se ed il finlandese della Mercedes. Cala così il sipario su una stagione un po' amara per la Ferrari, che ha a lungo accarezzato il sogno del titolo, poi svanito. L'ex ferrarista lo ha onorato con un settimo posto ottenuto resistendo ad un altro campione, Fernando Alonso in gran spolvero con una McLaren, supportata ottimamente e stranamente dopo il divorzio dalla deludente power unit Honda. A punti sono andati anche Sergio Perez con la Force India e Nico Hulkenberg con la Renault.

Intendiamoci, tutto questo non vuole dire che in una situazione diversa si sarebbe vinto il campionato, ma certamente avrebbe dato una maggior indeterminatezza nella competizione, magari portando la contesa anche in Brasile e poi chissà. "E stata dura in queste settimane, ma è bello arrivare con due Ferrari sul podio oggi". "Dedico la vittoria ai tifosi, ai meccanici e a tutti quelli che hanno lavorato per noi a Maranello". Raikkonen, terzo, ha tenuto un passo regolare, ma nel finale si è visto insidiare dall'inglese. E in fondo è stato meglio così: Felipe ha corso per l'ultima volta su una F1 nel circuito di casa e resta, purtroppo, il rimpianto di un Mondiale perso solo nelle ultime curve e per una manciata di punti.


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