Bruxelles mette in guardia l'Italia sugli eccessi del partito della spesa

Il vicepresidente della Commissione UE, Valdis Dombrovskis, ha anticipato: "Dopo aver preso in considerazione i fattori rilevanti come l'incertezza sulla stima dell'output gap, il bisogno di bilanciare l'aggiustamento con il sostegno alla crescita, siamo dell'opinione che serve un aggiustamento fiscale di almeno 0,3 punti l'anno prossimo".

Rinvio ormai consueto a parte, la lettera declina puntualmente la bocciatura della portata della manovra da parte di Bruxelles che invita senza mezzi termini Roma a cercare altre risorse. "Il governo - dicono le fonti - è fiducioso che attraverso il dialogo costruttivo con la Commissione potranno essere chiariti i diversi punti di vista, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi". "La Commissione invita le autorita' a prendere le misure per assicurare il rispetto (del Patto di Stabilita' e Crescita) nell'ambito della procedura di approvazione del bilancio", ha detto il vice-presidente dell'esecutivo comunitario, rispondendo a una domanda sui tempi della correzione della manovra in Italia.

A caldo dal Tesoro ostentano tranquillità e si limitano a dire che comunque Bruxelles non ha rigettato direttamente il progetto di bilancio italiano e ha riconosciuto la "teoria del sentiero stretto" cara a Padoan, ovvero che la necessità di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche deve essere bilanciata tenendo in conto l'obiettivo di rafforzare la ripresa economica, ovvero di non soffocarla con dosi eccessive di austerità.

Secondo l'Unione Europea l'Italia è tra i Paesi "a rischio di inadempienza" sugli obiettivi di Bilancio e, date le "preoccupazioni" per il suo elevato debito Bruxelles ha inviato una nuova lettera a Palazzo Chigi in cui comunica che intende effettuare una nuova valutazione sul rispetto della regole del debito in primavera.

In sintesi, il messaggio che dovrebbe arrivare è quello che l'Italia deve fare di più per abbattere il debito, e deve farlo entro la primavera perché ci sarà un nuovo esame su questo parametro.

Cresce l'attesa per la pagella della Commissione Ue sui conti pubblici italiani. Se ne parlerà, in ogni caso, dopo le urne. Il ciclo di coordinamento delle politiche economiche, sociali e di bilancio del semestre europeo 2018 inizia oggi "in un contesto caratterizzato da un'attività economica vigorosa nella zona euro e nell'Ue, livelli di occupazione eccezionalmente elevati e tassi di disoccupazione in calo verso i livelli pre-crisi". Per altri cinque Paesi (Belgio, Italia, Austria, Portogallo e Slovenia) il documento programmatico di bilancio "presenta un rischio di non rispetto dei requisiti 2018 ai sensi del patto di stabilità". Questo procedimento al momento riguarda solo Francia e Spagna (che hanno già votato). "Tuttavia, la stima per il 2018 appare leggermente ottimistica per quanto riguarda la crescita del Pil sia reale che nominale", si legge nella valutazione della Commissione europea sul documento programmatico di bilancio, che ha rivisto al rialzo, portandola all'1,5%, la stima sulla crescita del Pil nel 2017 e nel 2018. Per questi paesi, i documenti programmatici potrebbero comportare una certa deviazione dal rispettivo obiettivo a medio termine (OMT) o dal percorso di aggiustamento verso tale obiettivo.


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