Autonomia. Al via tavolo del Governo con le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia

E' quanto deciso nel pomeriggio di oggi nella Capitale, dove, alle 16, al Dipartimento per gli Affari regionali si sono riuniti il sottosegretario Gianclaudio Bressa e i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Lombardia, Roberto Maroni, accompagnati dalle rispettive delegazioni: l'incontro ha formalmente sancito il via al confronto tecnico che approfondirà ambiti e materie. Adesso, infatti, le due Regioni si preparano insieme al negoziato con il Governo sulla maggiore autonomia che entrambe hanno richiesto in base all'articolo 116 della Carta costituzionale, che al comma III consente l'attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori "forme e condizioni particolari di autonomia" attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base appunto di un'intesa fra il Governo e la Regione interessata.

Dunque, sono già state definite 12 competenze che l'Emilia-Romagna chiede per sé e che rientrano fra le materie previste dagli articoli 116 (comma terzo) e 117 (commi secondo e terzo) della Costituzione. Tre settimane fa firmai con il presidente Gentiloni il documento per l'avvio del negoziato. In precedenza, il 3 ottobre, la risoluzione votata dall'Assemblea legislativa che dava mandato a Bonaccini al negoziato col Governo.

La Giunta è pronta ad aggiungere altre 4-5 competenze relative a professioni, cultura, sport e agricoltura. Si tratta di: rapporti internazionali e con l'Unione Europea delle Regioni; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche; -commercio con l'estero; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; governo del territorio; protezione civile; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; tutela della salute; norme generali sull'istruzione; tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali; organizzazione della giustizia di pace. Con i soggetti del Patto - sindacati, imprese, categorie economiche, università, associazioni del Terzo settore, enti locali, Città Metropolitana di Bologna - è stata confermata la condivisione del percorso fatto e dei contenuti della proposta e ieri è stato ribadito il fatto che, parallelamente al negoziato che sta per partire con Palazzo Chigi, resta aperto il confronto, sia attraverso convocazioni del tavolo Giunta-Patto sia attraverso contatti con i singoli assessorati sulle materie di competenza. È una partenza positiva e concreta con un ritmo serrato di incontri fino a Natale, con l'obiettivo condiviso di arrivare ad un accordo prima della fine della legislatura. Chiara la rotta di Maroni, che in nome del fair play ha garantito "una leale collaborazione della Lombardia, perché non voglio utilizzare questo tema per la campagna elettorale".

Soddisfatto Bressa che ha ricordato come si sia stabilito di limitare il confronto a un numero limitato di materie.

"Affideremo al prossimo Parlamento - ha avvertito il governatore lombardo - un accordo di attuazione per la riforma della Costituzione del 2001, cosa mai successa, e quindi un impegno politico e costituzionale molto forte". "Ma è indiscutibile che Emilia Romagna e Veneto possono svolgere un importante ruolo di apripista, prefigurando in senso più ampio, il futuro del regionalismo italiano, ancora tutto da scrivere". Il vertice ha fissato un prossimo incontro già giovedì prossimo a Roma e due tavoli tematici territoriali nel merito delle competenze richieste dalle regioni, venerdì 17 novembre a Bologna e martedì 21 a Milano. Sarebbe la prima volta e credo che sarebbe utile anche per tutte le altre Regioni. Il progetto per ottenere una maggiore autonomia regionale diventa sempre di più una realtà.


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