Nardò. La mano destra di Daniele Battistini era insanguinata

Sarebbe morto così Daniele Battistini, il 26enne di Nardò ritrovato morto a Porto Selvaggio giovedì pomeriggio a distanza di quattro giorni dalla scomparsa. Daniele non era mai tornato a Nardò, di lui si erano perse le tracce e fino a poche ora fa di lui non si è saputo nulla. Lo studente universitario di 26 anni era scomparso da Nardò e il suo corpo è stato trovato rivo di vita nella pineta di Torre Uluzzo, nella zona di Portoselvaggio, la mattina del 5 ottobre. Il giovane, iscritto all'ultimo anno in Scienze infermieristiche all'ateneo di Lecce, domenica era uscito di casa dicendo di andare a fare una passeggiata portandosi il cellulare e uno zaino.

L'elemento più importante e al tempo stesso inquietante riscontrato sul corpo del povero Daniele dopo una prima sommaria ispezione è la presenza di lesioni compatibili con un'arma da taglio, quasi certamente un coltello. I familiari martedì scorso avevano lanciato un appello alla trasmissione "Chi l'ha visto?" di Raitre. Si farebbe strada dunque l'ipotesi del suicidio, seppur compiutosi in una modalità giudicata rarissima. La mano destra era insanguinata, lasciando presupporre che con la stessa si sia inferto il fendente. Da un primo esame esterno sul corpo non sono stati trovate altre ferite, né segni di colluttazione. Anche la scena attorno al luogo del ritrovamento non desterebbe sospetti.il magistrato inquirente Maria Vallefuoco ha comunque disposto l'autopsia.


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