Catalogna, Puigdemont: "Abbiamo vinto il diritto all'indipendenza"

È il giorno della protesta in Catalogna, è il giorno dello sciopero generale. Sia quelle interne che le autostrade, anche quelle verso la Francia. Negli scontri quasi 900 persone sono infatti rimaste ferite, tra questi anche 33 poliziotti.

Il presidente catalano ha quindi annunciato che nei prossimi giorni trasmetterà al parlamento della Catalogna i risultati del referendum "affinché agisca come previsto dalla legge del referendum".

La Corte Costituzionale spagnola ha vietato la riunione del Parlamento catalano.

Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha respinto la proposta del leader di Podemos, Pablo Iglesias, di cercare una mediazione per dialogare con il governatore della Catalogna Carles Puigdemont, dicendo che non può parlare con chi ha posto un "ricatto così brutale allo Stato". Ha parlato di "gravi atti di violenza" compiuti da "commandi della paura", e ha chiesto alla Ue di "smetterla di voltare lo sguardo dall'altra parte davanti alle violazioni del diritto internazionale". Secondo fonti citate dal quotidiano "senza il Psoe sarà tutto più difficile", ma se è necessario il Partido popular, che governo con l'appoggio di Ciudadanos, è pronto a sopportare da solo il peso della decisione, per la quale ha i numeri sufficienti in Senato. "Il risultato del referendum è valido e abbiamo il dovere di attuarlo", ha dichiarato.

Se qualcuno non interviene a pacificare le parti, c'è il forte rischio che a breve la violenza e l'irrazionalità prendano possesso di una questione che avrebbe potuto trovare tranquillamente delle opportune soluzioni politiche. Le misure evocate potrebbero arrivare all'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione spagnola, con la sospensione dell'autonomia catalana e l'esautorazione di Puigdemont. Oggi lo stato spagnolo ha perso molto più di quando già aveva perso. L'Unione europea, intanto, con il commissario all'Economia Pierre Moscovici fa sapere che "una Catalogna indipendente non sarebbe membro dell'Unione europea".


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