Biscardi, il ricordo di Maradona

Ergendolo, in una sorta di interazione concettuale, a protagonista assoluto del suo show, un plebiscito trasversale al netto di ogni distinzione legata all'estrazione socio culturale di chi restava incollato al televisore. Altri citano una sua celebre frase: "Non parlate tutti insieme, al massimo tre alla volta sennò a casa non capiscono".

Anche Diego Armando Maradona ha voluto rendere omaggio ad Aldo Biscardi, scomparso ieri a Roma.

La morte di Aldo Biscardi è stata comunicata dalla famiglia all'agenzia Ansa. Aldo Biscardi era stato ricoverato - da qualche settimana - al policlinico Gemelli di Roma. Oggi sembra facile, nel 1980 quando il Processo del Lunedì nacque, generato dalla fantasia dell'immaginifico Aldo, erano già 26 anni che popolava le nostre serate italiane, ma per i tifosi di calcio aveva solo certificato grandi imprese o colossali fiaschi. "E' stato un rivoluzionario come modo di proporsi in tv ed è stato poi copiato da tanti".

Nel 1993 lascia la Rai, va a Tele+, primo canale sportivo a pagamento in Italia: il programma diventa "Il processo di Biscardi". Non è così, l'idea è di Enrico Ameri, che lo ha anche condotto per due stagioni. Da Rosella Sensi che entrando ha detto "Un caro amico del mio papà e un grande uomo", a Max Tortora e Max Giusti che per anni lo ha imitato: "A me ha portato tanto fortuna la sua parodia, lui diceva che ero il suo imitatore per antonomasia". Ci fu nei confronti di Biscardi anche un 'bando' decretato dalla Juventus: per anni, su ordine di Boniperti, nessun rappresentante del club bianconero partecipo' alle sue trasmissioni dopo le polemiche scatenate al Processo per l'annullamento del gol di Turone nella sfida contro la Roma che assegno' lo scudetto del 1981.


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