Tempesta magnetica manda (e manderà) in tilt le comunicazioni radio e GPS

"Le particelle impiegano tempo a viaggiare dal Sole alla Terra, ma se dovessero colpirla, verrebbero certamente colpiti dei sistemi di comunicazione cruciali". "La tempesta di oggi è stata classificata G4 nella scala da 1 a 5", ha detto all'Ansa il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste.

Non bastava l'uragano Irma con la sua forza devastante e distruttrice; non era sufficiente il terremoto di magnitudo 8.1 che ha sconvolto nella notte il Messico: la natura, quasi come avvertire l'uomo della sua debolezza, regala in queste ore la più potente tempesta magnetica dovuta ad una potente eruzione solare. Intanto per l'8 settembre è previsto l'arrivo della seconda nube di particelle, e messa il 6 settembre dall'eruzione solare più intensa degli ultimi 11 anni, mentre si sta valutando se le onde radio e messe dal Sole durante quest'ultima eruzione stiano già provocando problemi ai satelliti per la navigazione Gps. Il fenomeno ha innescato anche aurore molto luminose, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l'Arkansas, negli Stati Uniti.

LA NUOVA TEMPESTA - E non è finita: il Sole continua a essere iperattivo e fra stasera e domani è attesa un'altra tempesta magnetica. In ogni caso al di là della categoria di intensità cui appartengono le due eruzioni, si stima che entrambe abbiano generato lampi di raggi X e ultravioletti che hanno causato blackout nelle comunicazioni radio delle regioni polari. Queste regioni sono chiamate buchi coronali e in esse le linee del campo magnetico hanno una configurazione tale che accelerano il vento solare.

La tempesta magnetica generata dall'eruzione ha così raggiunto alle 1.56 la nostra Terra risultando particolarmente intensa. Secondo gli esperti è stata la più intensa dell'attuale ciclo di attività solare.


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