Stupro di Rimini, due minorenni si costituiscono

Nella notte i tre minorenni sono stati interrogati alla presenza del procuratore per i minori di Bologna. Quindi, primo, con la transessuale hanno rischiato perché potevano essere rintracciati dal protettore. Poi la stessa sorte era toccata a una prostituta transessuale peruviana incrociata dai quattro dopo la violenza in spiaggia. "Perché, lo dico chiaro, se qualcuno violenta una delle mie donne, mia moglie o mia madre o mia figlia, io lo ammazzo".

Sostengono di non aver stuprato la turista polacca pur avendo partecipato all'aggressione, due dei tre minorenni attualmente in custodia a seguito della doppia violenza sessuale avvenuta a Rimini nella notte tra il 25 e il 26 agosto (l'altra vittima è una trans peruviana). "Ma ormai era stato inchiodato". L'arresto è avvenuto questa mattina all'alba.

Per il contenuto: Stupri di Rimini, 2 fratelli marocchini si presentano ai carabinnieri e confessano, Ansa. Secondo indiscrezioni, le immagini in possesso degli inquirenti sarebbero conformi al riconoscimento degli aggressori, la cui cattura sarebbe pertanto vicina, portando il caso in via di risoluzione. Addosso non aveva alcun biglietto. La polizia già da qualche tempo stava monitorando i suoi spostamenti attraverso le celle telefoniche.

"Siamo stati noi", è quanto avrebbero detto in caserma. "Un fulmine a ciel sereno", è questo il commento del sindaco del paese il quale ha aggiunto che fino a pochi giorni fa si trattava di una comunità tranquilla e laboriosa con poco più di 15000 abitanti, ma il 40% non autoctono. Il quarto uomo super ricercato, dunque, è stato arrestato.

Due fratelli di 15 e 17 anni, originari del Marocco ma nati in Italia, un 16enne nigeriano e un 20enne congolese, il capo, arrivato in Italia nel 2015 e con un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Tutte gli arrestati sono residenti nel comune di Vallefoglia, (un Comune nato dalla fusione di Montecchio, Colbordolo e Sant'Angelo in Lizzola) zona che ha un tessuto sociale sempre più variegato e complicato da gestire e nessuno ha precedenti penali.

Quando gli agenti sono saliti sul treno, si trovava da solo nel vagone. Gli investigatori stavano monitorando il suo cellulare.

Il sospetto, maggiorenne e incensurato, richiedente asilo era sotto controllo. Due minorenni marocchini si sono presentati ai carabinieri di Pesaro per confessare di essere tra i responsabili dell'aggressione.


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