Regeni, Alfano: "Il suo omicidio una grave ferita, serve verità"

Di fatto il governo ha già motivato questa decisione, basta riprendere il comunicato della Farnesina del 14 agosto: in esso si legge che le nuove carte inviate dagli inquirenti egiziane ai loro colleghi italiani della Procura di Roma hanno rappresentato un passo costruttivo di collaborazione e che includono gli interrogatori di membri delle forze di sicurezza coinvolti nelle fasi successive il ritrovamento del corpo del giovane ricercatore italiano.

"L'Egitto è un partner ineludibile dell'Italia, esattamente come l'Italia è partner ineludibile per l'Egitto".

Si sono riunite oggi, alle 14, le Commissioni Esteri di Camera e Senato per lo svolgimento dell'audizione del Ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano, sui rapporti tra l'Italia e l'Egitto. Subito dopo è intervenuto Cicchitto che, ricordo, è il Presidente della Commissione Esteri della Camera (stesso partito di Alfano - area governo) dicendo in sostanza che: 1.

Secondo Alfano "non c'è stata ipocrisia ma si è sviluppato un dibattito degno di un grande Parlamento, di un paese che non ha timori reverenziali nei confronti di nessuno".

L'ambasciatore Giampaolo Cantini curerà l'intero spettro dei rapporti con l'Egitto.

"L'omicidio Regeni è una grave ferita per le nostre coscienze, per tutti noi e per un intero paese". Una verità vera e non di comodo. Un nuovo incontro tra le due procure è previsto per il mese di settembre. Il nostro obiettivo è giungere alla verità sulle circostanze che hanno portato alla morte di Giulio Regeni. È evidente il tentativo del nostro Governo di contribuire ad insabbiare la ricerca della verità nel nome della tutela dei nostri interessi economici e politici in Egitto. "Cantini ha ricevuto istruzioni precise - ha aggiunto - dovrà seguire in via prioritaria le indagini sul caso".

"Giulio non sarà dimenticato e contro l'oblio gli sarà intitolata l'Università italo-egiziana", ha concluso Alfano. Il titolare della Farnesina ha parlato anche dell'intitolazione a Regeni dell'auditorio dell'istituto di cultura italiana al Cairo "e saranno organizzate cerimonie commemorative nella data della sua morte nelle sedi di tutte le istituzioni italiane in Egitto". "Ritenere che qualche riunione in più tra le procure e l'invio di alcuni documenti (per di più, ancora prima che questi fossero tradotti dall'arabo) sia stato motivo sufficiente a rimandare l'ambasciatore al Cairo, è francamente sorprendente".


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