Peschereccio siciliano sequestrato dalla marina tunisina

È stato lui stesso a raccontarlo, grazie a un telefono satellitare nascosto: "Avvertite tutti, abbiamo bisogno di aiuto", ha detto all'armatore.Anna Madre era finito nel mirino della guardia costiera tunisina: ad agosto da una motovedetta partirono degli spari verso il peschereccio.L'armatore Giampiero Giaccone assicura che la nave era in acque internazionali, "lo dimostra quello che c'è in stiva: tre tonnellate di gamberi e 100 chili di pesce misto che non si pesca in mare tunisino". Anche la Marina Militare è subito intervenuta con un elicottero. Non è possibile - aggiunge Cristaldi - che in acque internazionali, nelle quali tutti possono pescare, un natante venga sequestrato, con il rischio per la sicurezza degli uomini a bordo e danni economici ingenti. Il capitano Giacomo Giacalone è stato chiuso sotto chiave nei locali sottostante la cabina. "Sappiamo inoltre, che i cinque militari tunisini saliti a bordo erano armati".

Alle 23,46 di ieri sera il peschereccio "Anna Madre", iscritto al Compartimento Marittimo di Mazara del Vallo, e' stato sequestrato in prossimita' del cosiddetto "Mammellone" (area di pesca protetta istituita bilateralmente fra Italia e Tunisia nel 1979 e delimitata dall'andamento della linea batimetrica dei 50 metri) da militari della Marina tunisina che ne hanno contestato l'irregolarita' della posizione.

Al momento si attendono conferme dalle fonti diplomatiche interessate. Il peschereccio era già stato minacciato da una motovedetta libica assieme all'Aliseo, lo scorso 2 agosto, sempre per ragioni legate alla zona di pesca.

Per altro il sequestro si è verificato in acque internazionali, zona che teoricamente non è di competenza delle autorità tunisine.


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