Pensioni, le proposte dei sindacati al governo

Interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni. Al primo posto c'è naturalmente la richiesta di bloccare il previsto scatto in avanti di cinque mesi di tutti i requisiti, che nel 2019 dovrebbe portare l'età della pensione di vecchiaia a 67 anni tondi per l'aumento dell'aspettativa di vita. In ogni caso Cgil, Cisl e Uil hanno formalizzato le proprie proposte in un documento unitario.

Si propone, inoltre, di costituire un gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti dei ministeri e degli istituti competenti e da Cgil, Cisl e Uil, per individuare i criteri per misurare il diverso impatto delle attività lavorative sulla speranza di vita. Nelle scorse settimane si era parlato di uno sconto di 6 mesi per ogni figlio fino ad un massimo di 2 anni, invece i sindacati chiedono lo sconto di 1 anno per ogni figlio fino ad un massimo di 3 anni, oltre al riconoscimento di "un bonus contributivo" per i lavori di cura. Ghiselli conclude rimarcando lo scenario complicato nel quale il sindacato si trova ad operare, reso difficile dalle resistenze del Governo, mentre conferma che qualora dovesse risultare necessario la Cgil è pronta a mobilitare lavoratori e pensionati.

I sindacati propongono che la quota di pensione deducibile dai redditi influenti per l'erogazione dell'assegno vada graduata in base agli anni di contribuzione pensionistica, innalzandola al 50% in caso di pensione conseguita con almeno 20 anni di contribuzione; al 55% in caso di pensione conseguita con almeno 25 anni; al 60% con almeno 30 anni.

La Corte territoriale aveva accolto il ricorso in quanto anche dopo il pensionamento aveva continuato a lavorare ed a versare i contributi nella Gestione separata, dunque, doveva considerarsi "lavoratore" ai fini dell'applicabilità dell'opzione per il sistema integralmente contributivo (l. n. 335 del 1995).

In una proposta unitaria presentata a Palazzo Chigi e al ministero del Welfare, le tre organizzazioni chiedono anche un anticipo fino a tre anni dell'età di accesso alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici madri e un taglio dell'importo soglia per accedere alle pensioni contributive in modo da agevolare la flessibilità in uscita e sostenere i giovani.

Tra i problemi da affrontare ci sono anche la mancata proroga di Opzione donna e l'ottava salvaguardia degli esodati, che non ha permesso di risolvere definitivamente il problema creato con la Legge Fornero.

Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell'Inps e dell'Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato.


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