In Sicilia campagna a rischio caos per M5s. Regionarie sospese

Giuilvi ripercorre su Facebook tutte le tappe delal vicenda: "A giugno 2017 ho ricevuto, come tutti gli iscritti al Movimento 5 Stelle residenti in Sicilia, l'invito a partecipare alle "regionarie", le selezioni online per definire la lista di candidati che si presenteranno alle prossime elezioni del 5 novembre". Questi i fatti. Dapprima sono stato escluso dalla lista del M5s per le elezioni comunali di Palermo perché non mi ero potuto presentare a firmare il codice di comportamento dei candidati in quanto il preavviso di poche (due) ore - peraltro letto ad appuntamento scaduto - indicava un orario incompatibile con i miei impegni di lavoro.

In forse la candidatura di Giancarlo Cancellieri dopo ricorso. Chi ci dice che siamo ragionieri continua invece a fare il rettore dell'Università e anche se chiede l'aspettativa, chi gliela firma?

Sembra non essere molto fortunato il Movimento 5 Stelle siciliano. Cancelleri, però, non si ferma: anche oggi è nel Messinese: "Continueremo a parlare con la gente e a incontrare i territori".

Guai per il candidato pentastellato alla presidenza della regione, Giancarlo Cancelleri. "Possiamo cambiare tutto con il voto della gente".

"A prescindere dalla decisione presa dal giudice, tengo a precisare e ribadire che la mia è una battaglia di trasparenza e rispetto delle regole, valori fondanti del Movimento che seguo e sostengo ormai da diversi anni".

Giulivi, l'attivista del M5s che ha presentato il ricorso, è il "compagno" di vita della parlamentare nazionale Chiara Di Benedetto, vicina all'ala dei cosiddetti "monaci" guidata da Riccardo Nuti, l'ex leader palermitano del M5s sospeso in seguito all'inchiesta sulle firme false per le elezioni amministrative del 2012. "Il giudice ha individuato esattamente le irregolarita' che hanno portato all'esclusione della candidatura di Giulivi, ovvero l'asserita pendenza di un procedimento disciplinare per un fatto che a nostro avviso non solo non costituisce illecito disciplinare ma che non e' neanche previsto dall'attuale statuto come causa di esclusione della candidatura".

Il documento indicato come codice etico è il "pomo della discordia" contiene clausole contrattuali che il giudice non ha riconosciuto, "poiche' non risulta che tale adesione dovesse intervenire prima della candidatura proposta online; al contrario risulta che per le precedenti Comunarie detta adesione e' stata richiesta solo all'esito delle primarie". Poi arriva una nota sul blog di Grillo dai torni più morbidi: "ll Movimento 5 Stelle in Sicilia ci sarà, non c'è nessun rischio caos".


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