Giovani e lavoro, un dramma tutto italiano: le cifre sono impietose

È il rapporto del Csc a sottolineare l'emergenza lavoro degli under 30 e l'impatto sull'economia del Paese. Tra i 25 ed i 29enni il tasso di occupazione italiano sale al 53,7% ma il divario con gli altri paesi si amplia da 14,6 punti percentuali a 17.

Nel rapporto con la popolazione di riferimento ha una distanza di 10-17 punti (a seconda della fascia d'età) dalla media dell'Eurozona. Pil in rialzo nel biennio 2017-2018. Lo sottolinea il Centro Studi di Confindustria negli Scenari economici presenti oggi.

Per questo, secondo Confindustria, le previsioni potrebbero "rilevarsi prudenti": basterebbero pochi decimali di aumento aggiuntivo del Pil nel terzo trimestre (+0,6 per cento invece di +0,45 per cento) e nel quarto (+0,4 per cento invece di 0,3) per avere una crescita del Prodotto interno lordo dell'1,6 per cento. I principali driver di crescita, spiegano, "sono l'export, che coglie appieno la ripresa mondiale, e gli investimenti, sostenuti dai provvedimenti del governo a favore dell'acquisto di beni strumentali, da migliori aspettative della domanda, saturazione degli impianti e buone condizioni finanziarie". Stime che però non includono i possibili, e molto probabili, effetti della Legge di Bilancio. "Tutto ciò mette in evidenza che il mercato del lavoro non è la Cenerentola del recupero in atto", commentano gli economisti di Confindustria. Rispetto al 2008 gli occupati nel periodo estivo 2017 sono tornati al di sopra dei 23 milioni, ed in prospettiva si prevede che alla fine del 2018 potranno superare di 160.000 unità il picco toccato proprio nel 2008, mentre nel frattempo, e precisamente nell'autunno del 2013, si era verificato un decremento pari a -988.000 unità.

Non solo. L'occupazione italiana recupera i livelli pre-crisi del 2008.


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