Barcellona-Juventus, Dybala all'esame Camp Nou: sfida con il mentore Messi

Discreta - quasi buona - nel primo tempo (Pjanic su tutti), la squadra di Allegri si è letteralmente sciolta nella ripresa: vero che Messi aveva già portato avanti i suoi prima di metà gara, ma tutto pareva ancora in gioco. Insomma, se parliamo di picchi di rendimento il paragone può avere cittadinanza anche al di fuori del bar. Lo stesso capitano bianconero, a parte un paio di interventi decisivi come suo solito, ha sbagliato un paio di disimpegni coi piedi: segnale di un'irrequietudine legata al risultato che ha scalfito anche uno come lui, impassibile a sperare che il pallone dell'1-0 di Messi uscisse fuori e letteralmente spiazzato in occasione della doppietta.

CALCIO Prima di ieri, Leo Messi non aveva mai segnato a Buffon nei 315' in cui se l'era trovato di fronte. Insomma, da buoni schiavi dell'ultima impressione fra qualche settimana magari erigeremo la statua equestre a Dybala, ma in prospettiva storica stiamo parlando di due che giocano in gironi diversi. Come per tutti, in tutti i campi, comprenderemo la grandezza di Messi quando non ci sarà più. L'altro argentino, Gonzalo Higuain, è uscito addirittura a testa bassa: 3 soli gol al Camp Nou in oltre 20 incontri, e un feeling con le partite top che stenta a decollare. Quindi sono io quello che si dovrà adattare a lui, cercare di aiutarlo e farlo sentire bene nel campo ogni volta che dovrò giocare con lui. "Abbiamo molto rispetto per questo Barcellona, anche senza Neymar". Ovvio, entriamo sempre in campo per vincere. Mi sento molto bene, ho fatto un grande ritiro, mi sono allenato bene anche in Argentina perché so che questo sarà un grande anno per me, che si chiuderà con il Mondiale. Io l'erede di Cristiano e Messi? "Non è per niente facile perchè i loro numeri sono incredibili, è difficile arrivarci, ma prima bisogna arrivare nel collettivo e poi nel singolo".


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