Arabia Saudita, ora anche le donne potranno guidare

Non si è ancora capito quando effettivamente le donne potranno condurre un'auto sulle strade saudite ma con il nullaosta per sostenere l'esame a breve le donne saranno munite di regolare patente e potranno così scorrazzare liberamente per le strade.

Tutti i giornali e le tv hanno lanciato la notizia con enfasi trionfale, un decreto, approvato dai ricchi sceicchi dell'Arabia Saudita, ha stabilito che le donne potranno prendere la patente.

L'annuncio della svolta è arrivato dai media di Stato di Riad e in contemporanea a un evento a Washington legato alla casa saudita. Una vera e propria rivoluzione che, tramite il decreto del giovane e dinamico re Salaman, prevede la formazione - entro trenta giorni - di un panel ministeriale che attuerà la decisione e le prime patenti, fanno sapere da palazzo, arriveranno entro giugno 2018. Il Paese asiatico sta infatti conoscendo una rapida modernizzazione nei suoi usi e costumi dettata anche dall'ascesa sempre più dirompente del 32enne principe Mohammed bin Salman. Contro il divieto di guidare era stata lanciata una campagna che ha visto molte donne postare dei video su internet mentre erano al volante. Alcune donne saudite sono state multate per aver sfidato le autorità, altre addirittura incarcerate.

Ad opporsi tenacemente alla possibilità delle donne alla guida erano stati finore anche i teologi wahabiti (il ramo radicale del sunnismo che vige in Arabia Saudita) che hanno dato spiegazioni spesso surreali: era un diritto che, secondo i religiosi, sarebbe stato "inappropriato", "un problema per gli uomini" o comunque "pericoloso per la stabilità del Regno".

Ma è forse dalla fine del 2015 che il vento ha iniziato a soffiare, ovvero quando le saudite poterono per la prima volta candidare una donna alle elezioni per i consigli municipali. Pochi giorni fa uno sceicco piuttosto importante nel paese aveva giustificato il divieto perché, ha detto nello sconcerto mondiale, "le donne hanno un quarto del cervello degli uomini".


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