Ambasciata americana a Cuba evacuata per "attacchi acustici"

Sull'isola caraibica rimarrà soltanto il "personale d'emergenza": gli altri funzionari, con i familiari, faranno ritorno in patria.

I misteriosi "attacchi acustici" di cui sono stati vittime diplomatici americani a Cuba hanno fatto riesplodere le tensioni tra Washington e L'Avana, al punto che dopo mesi di domande senza risposte e sospetti senza conferme, oggi il dipartimento di Stato ha adottato misure estreme, ritirando il 60% del personale dell'ambasciata a Cuba e diffondendo un'allerta che sconsiglia ai cittadini americani di recarsi sull'isola. Gli attacchi sarebbero cominciati nell'autunno del 2016 e proseguiti fino al 21 agosto scorso. Diversi canadesi sono stati colpiti dallo steso problema a Cuba, secondo quanto conferma una fonte ufficiale canadese. E due di loro avrebbero riportato, a causa di questo, dei danni permanenti all'udito. Infine è stato sospeso il rilascio dei visti a Cuba a tempo indeterminato.

"Il governo cubano - ha detto il capo della diplomazia statunitense - ci ha promesso che continuerà ad indagare sulla natura degli attacchi". Anche i viaggi delle delegazioni ufficiali statunitensi nell'isola sono stati bloccati.

Martedì c'era stata una riunione tra il ministro degli esteri cubano, Bruno Rodriguez, e Tillerson. Le indagini non hanno chiarito l'origine né i responsabili. A seguito dell'incontro il dipartimento di Stato aveva annunciato in un comunicato che la conversazione fra i due era stata "ferma e franca" e che "aveva riflettuto la profonda preoccupazione degli Stati Uniti per la sicurezza del suo personale diplomatico". Le autorità cubane hanno negato ogni responsabilità e assicurato di non sapere nulla degli episodi contestati, sui quali sta indagando l'Fbi.


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