Al Lido sbarca 'Suburra - La serie', sesso, droga e Vaticano

Gli interessi di Chiesa, politica, criminalità organizzata, bande locali e imprenditori edili si intrecciano in un groviglio di azioni tra il lecito e l'illecito, dando luogo a un thriller poliziesco in cui l'unica cosa che conta davvero è il potere.

Suburra su Netflix - L'approdo di Netflix nella serialità italiana si fa sempre più vicino. Tratta dall'omonimo film di Stefano Sollima, a sua volta adattamento del romanzo omonimo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, si tratta della prima serie italiana prodotta da Netflix e tra i registi coinvolti troviamo anche Michele Placido (Romanzo Criminale).

Numero 8 ha voglia di arrivare e per questo è disposto a tutto anche fare i conti con delle realtà che non era solito frequentare ma nei primi due episodi di Suburra La Serie, presentati ieri alla Mostra del Cinema, è proprio il suo dualismo a venire a galla.

Protagonista della serie sono Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara ed Eduardo Valdarnini nei ruoli di Numero 8, Spadino e Lele. Racconta la Roma di oggi, e non è un caso che sia così scuro, notturno, tagliente. Una libertà che ha significato "leggere, studiare, immagazzinare la cronaca di questa città per poi lasciarla raccontare su un piano di finzione da questi tre ragazzi". E se da Netflix poteva arrivare la richiesta di una Roma a tinte forti per conquistare il pubblico mondiale (Gina Gardini è artistic producer e non ha mollato un attimo la supervisione), sta alla sceneggiatura, alla messa in scena e al cast non sbandare negli stereotipi. La seconda stagione, per quanto non annunciata ufficialmente, è altamente probabile.


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