Vaccini. Protesta dei medici in Lombardia: i certificati vanno pagati

L'Asl di Milano, dal canto suo, ha ricordato quanto previsto dal Ministero, inviando ai medici una comunicazione per ribadire la gratuità dell'attestato di esonero per i bambini non vaccinati per ragioni sanitarie (perché immunodepressi, o perché hanno già passato la malattia).

I dati vaccinali sono visionabili e scaricabili dal Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), mentre il certificato necessario per l'iscrizione alle scuole e per accedere alle comunità infantili può essere richiesto direttamente negli orari di apertura dei Centri Vaccinali delle ASST. "Perché dovremmo farlo gratis?".

Nella circolare viene ribadito l'obiettivo del decreto legge, che è quello di rendere obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico per raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95%, come raccomandato dall'OMS e garantire così la "immunità di gregge", cioè il livello di immunizzazione di una collettività che permetta di proteggere i più fragili e chi non può vaccinarsi. "La Regione intende sollevare le famiglie dagli obblighi di attestazione dell'avvenuta vaccinazione o prenotazione", questa la ratio che Ruscitti mette in evidenza e che rappresenta una svolta importante perché evita a chi ha fatto regolarmente vaccinare i propri figli, la corsa agli uffici d'igiene per richiedere certificati, ma è un sollievo anche per chi ha prenotato la vaccinazione: eviterà l'ulteriore passaggio a scuola per consegnare la documentazione. Ed è scattata la protesta.

Una conferma arriva anche da Rinaldo Missaglia, segretario del Simpef, il Sindacato medici pediatri di famiglia: "In linea teorica, queste attestazioni di esonero sono simili ai certificati per l'attività sportiva, che i pazienti pagano dai 30 ai 50 euro". Roberto Carlo Rossi, numero uno dello Snami Lombardia e presidente dell'Ordine dei medici milanese, ha dichiarato: "La circolare ministeriale prevede che noi medici facciamo un attestato di esonero". Non si tratta, però, solo di consultare un database: l'attestazione può essere fatta solo se il paziente fa, a pagamento, delle analisi per cercare gli anticorpi. Ma al di là della questione economica, il punto è che si chiede a noi medici di fare una diagnosi basandosi sugli esiti delle analisi. Analisi che noi dobbiamo inserire in un quadro clinico: "è un atto medico a tutti gli effetti". Che vanno interpretate, visto che possono dare risultati ambigui: "non si tratta di voler far pagare i pazienti, ma di esercitare la nostra professione". E il medico dovrà assumersene la responsabilità, anche dal punto di vista legale: "sono questioni che non devono essere sottovalutate".


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