Usa, Trump: opzione militare contro Corea del Nord è "pronta"

Situato nel cuore del Pacifico occidentale, a 2600 km al est delle Filippine e a circa 3400 km dalla Corea del Nord, il piccolo lembo di terra - che non rientra nello statuto territoriale degli USA -, lo scorso martedì è stato interessato dalle minacce di Pyongyang; il regime del dittatore nordcoreano Kim Yong-un ha annunciato di stare esaminando un piano per compiere un attacco missilistico contro Washington, se dall'America dovessero giungere altre provocazioni. Il regime nazional-stalinista di Pyongyang ha reagito così alle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump che ha minacciato "Il fuoco e la collera" sulla Corea del nord se minaccerà nuovamente gli Usa. Una delle isole vicine a Guam, l'isola Tiniana, è stato il punto di partenza per gli attacchi delle bombe atomiche contro Hiroshima e Nagasaki in Giappone, alla fine della seconda guerra mondiale, anche in questo, probabilmente, risiede uno dei motivi per i quali Kim ha puntato lo sguardo verso Guam. Mercoledì aveva ammonito gli Stati Uniti che Guam sarebbe stata colpita. Un simile tentativo si tradurrebbe nell'azzeramento della forza militare nordcoreana ben prima di raggiungere Guam. L'aumento della tensione non piace neanche ad Angela Merkel, che si è dichiarata contro una soluzione militare alla crisi: "Non vedo la possibilità di una soluzione militare a questo conflitto - ha detto - ma piuttosto vedo che si deve lavorare in modo consistente, come abbiamo visto fare al consiglio di sicurezza dell'Onu".

Kenya: disordini dopo il voto Il candidato dell'opposizione, Raila Odinga, uscito sconfitto dal voto dal presidente uscente Uhuru Kenyatta, ha rifiutato di riconoscere il risultato, sostenendo che il conteggio dei voti sia stato hackerato.

Non cala la tensione tra USA e Corea del Nord: il presidente Trump minaccia di cancellare la dittatura di Pyongyang, dura la reazione di Kim Jong Un che risponde a tono. Così il presidente Donald Trump su Twitter.

"Siamo pronti a colpire". Aldilà degli eserciti, la nuova frontiera della comunicazione assume nell'ambito dello scontro verbale tra Corea del Nord e Usa la connotazione di una nuova artiglieria da saper utilizzare per vincere una guerra che si consuma oggi più che mai sul piano dei media, oltre che che su quello degli armamenti. "Non ne parliamo, ma un'operazione militare, un'opzione militare, è certamente qualcosa che possiamo perseguire".

Infatti, ciò che tutti si chiedono, è: quanti missili potrà intercettare?

La Casa Bianca è impegnata da mesi, dietro le quinte, per tentare di avviare un canale di dialogo con la Corea del Nord sulla questione dei prigionieri americani detenuti nel Paese e sul deterioramento delle relazioni bilaterali.


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