Lomellina. Madre e figlio segregati in box, arrestata coppia

Pavia - Vivevano grazie alle pensioni delle loro due vittime, madre e figlio, che erano reclusi in un garage di soli 42 metri quadrati usato come rimessa di attrezzi e vivevano "in un clima di terrore". La coppia, invece, stando alle ricostruzioni intascava i soldi della pensione delle vittime per mantenersi, lasciando in completo stato di degrado l'anziana donna e suo figlio.

I due aguzzini avevano anche collegato un sistema di videosorveglianza che utilizzavano per monitorare i loro prigionieri. Il ragazzo, infatti, ha spiegato che la mamma, una 38enne incensurata anche lei di El Salvador, sottoponeva costantemente i suoi tre figli a violenze e vessazioni al limite della tortura.

Le due vittime di questa violenza sono state costrette per anni a espletare i propri bisogni fisiologici in secchi oppure in giardino, e per lavarsi usavano un tubo dell'acqua. Mangiavano soltanto una volta al giorno, alla sera e non sempre cibi cotti.

Per dormire la sfortunata famiglia aveva a disposizione solo due lettini in plastica da piscina con a fianco coperte e lenzuola, e contenitori utilizzati come servizi igienici.

Una sequenza da film horror, emersa in tutta la sua drammatica realtà. Il garage in cui vivevano madre e figlio era accanto all'abitazione degli arrestati. L'anziana e il figlio sono stati trasportati all'ospedale di Vigevano, per le prime cure e gli accertamenti dello stato di salute mentre gli arrestati sono stati portati in carcere a Pavia e Vigevano. Non si escludono denunce per favoreggiamento: secondo gli investigatori, qualcuno che sapeva e non ha mai parlato, tra i vicini di quella casa, sicuramente c'è.

Le indagini, coordinate e dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Pavia, Roberto Valli, finalizzate alla verifica di supposti maltrattamenti in famiglia verso soggetti affetti da importanti disturbi mentali, hanno condotto all'arresto di una coppia di 52 e 37 anni: i capi d'accusa vanno dai maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, riduzione in schiavitù, circonvenzione di incapace e abbandono di persona incapace.


Popolare

COLLEGARE