La bambina cristiana di 5 anni affidata a una famiglia musulmana

Entrambe le famiglie a cui è stata affidata sono praticanti: nella prima casa, la piccola ha trovato una nuova "mamma" che indossava il niqab, mentre nella seconda la donna di casa indossava il burqa. Ha raccontato che la bimba piange e non vuole tornare dalle famiglie affidatarie.

Il giornale racconta anche come la vera madre della piccola le abbia dato una porzione di pasta alla carbonara, il suo cibo preferito, durante una visita nella casa di origine. E nelle famiglie musulmane le è stato detto che "Natale e Pasqua sono stupidi" e che le "donne europee sono stupide alcoliste".

L'episodio è stato accertato attraverso la consultazione di documenti riservati del municipio di Tower Hamlet e attraverso le dichiarazioni anonime di un responsabile dei servizi sociali che ha descritto le evidenti difficoltà di ambientamento da parte della bambina. Accade a Londra, dove i servizi sociali del distretto di Tower Hamlets (dove solo il 31% della popolazione è bianco) hanno affidato una bambina cristiana di 5 anni a due famiglie di musulmani osservanti nonostante l'opposizione dei genitori.

"È una bambina bianca di cinque anni - ha detto al Times un amico di famiglia - è nata in questo Paese, parla inglese come prima lingua, ama il calcio, possiede un passaporto britannico ed è stata battezzata in una chiesa". Ha già sofferto il trauma di essere seprata con la forza dalla propria famiglia. Invece è intrappolata in un mondo dove tutto le è sconsciuto ed estraneo. La madre della bambina viene descritta come "inorridita" dalle famiglie affidatarie. È quanto è successo a Londra, in Gran Bretagna, pochi giorni fa e sta sollevando una gran polemica: secondo la legge britannica, infatti, esistono delle norme che dovrebbero garantire il rispetto dell'ambiente culturale e familiare in cui i piccoli sono cresciuti, dandoli in adozione a famiglie con un background simile a quello d'origine. Già nel 2014, un rapporto del governo, rivelato alla stampa, denunciava che il capo del municipio, Luftur Rahman, era legato a gruppi estremisti islamici.


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