Juventus, parla Massimiliano Allegri: "Dopo Cardiff..."

Quale partita vorrei rigiocare tra la finale di Berlino, il ritorno degli ottavi con il Bayern a Monaco e la finale di Cardiff? Vorrei giocare a Kiev. "Essere arrivati in fondo alla Champions due volte in tre anni non è poco - osserva Allegri -". Ha fatto una scelta e di questo non ne va fatta una colpa a nessuno: né a lui, né alla società e nemmeno all'allenatore. "Avevamo due giocatori zoppi come Mandzukic e Pjanic e il Real nella ripresa ha schiacciato sull'acceleratore, come fanno le grandi squadre, e ha meritato di vincere". E così devono fare le grandi squadre.Nell'intervallo non è successo assolutamente niente. "Quest'estate mi sono divertito un sacco - ribadisce Allegri - sono state inventate delle cose.". Quest'anno poi, con l'arrivo di Bernardeschi e Douglas Costa e l'innesto di ulteriore qualità in tutti i reparti, Allegri sta riuscendo nell'impresa di plasmare la sua creatura in un'ottica compiutamente europea, con la certezza che ne beneficeranno pure lo spettacolo e la godibilità delle singole partite. "Mi piace scherzare coi giocatori, ma al contempo ci vuole il rispetto dei ruoli". Molti di loro hanno un DNA vincente e soprattutto grande disciplina. Questo è molto importante per i giocatori. "Il Presidente Agnelli è giovane, ha grandi idee è molto bravo a miscelare la tradizione di una famiglia insieme ai suoi propositi per l'estero per far diventare la Juve una società a livello mondiale". Un uomo spogliatoio che nel futuro avrebbe insegnato e trasmesso il dna bianconero.

La Juve, però, non ha mai avuto dubbi su chi supportare.

Eppure il Max non si è perso d'animo, e ora che la Juve è disegnata a sua immagine e somiglianza siamo certi che riuscirà a lavorare con ancora maggiore efficacia e intensità, essendo oltretutto un tipo che conosce bene la provincia e la gavetta, la fatica e il sudore, per nulla incline agli eccessi e solido come il granito per quanto concerne la visione del futuro e il fatto di non montarsi la testa nemmeno quando sarebbe lecito farlo. "Me lo aspettavo, sono stati rispettosi, ma ho sentito il fallimento". E spero che presto mi dia anche dei nipotini. Cercavo di farglielo capire... Buffon è diverso dagli altri. "Con lui mi confronto spesso ed anche lui ha ogni tanto bisogno dell'apporto dell'allenatore".


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