Renzi: "Nessuna coltellata a Letta". La replica: "Disgusto"

Da tempo ho deciso di guardare avanti e non saranno queste ennesime scomposte provocazioni a farmi cambiare idea. "Gli italiani sono saggi e sanno giudicare", ha rimarcato l'esponente del Pd.

Al netto della polemica, il segretario Pd ha dedicato la giornata di ieri alla presentazione del suo nuovo libro, divenuto oggetto di discussione per le affermazioni su Enrico Letta.

Secondo l'attuale segretario del Partito democratico a inizio 2014 il Governo Letta "era fermo". Quando invece la sua designazione nel 2013 non era stata decisa da alcun organismo di partito né da un voto popolare: l'unica volta in cui Enrico si era candidato alle primarie, nel 2007, aveva raccolto la miseria dell'11% di voti. Nessuno di noi ha ordito complotti segreti, ma si è presa una decisione perché quel governo non si muoveva. Risale a più di una settimana da il colloquio di Matteo Renzi con Paolo Gentiloni su un argomento che potrebbe provocare anche una crisi di governo. Anche la conduzione del partito con il consueto stile diremmo berlusconiano provoca insofferenze, sia in qualche caso bastone (si è visto con Dario Franceschini), sia fra gli stessi renziani più fidati, sia, va da sé, fra gli oppositori. L'ex premier ha affidato al suo profilo Twitter la risposta: "Reazioni a Renzi?". A trattenerlo è una riflessione, poco politica e molto personale: più Renzi procede lungo la via intrapresa, dalla quale non sembra volersi staccare, più crescono le possibilità per l'attuale presidente di succedere a se stesso a palazzo Chigi. Ma proprio per questo la proposta di tornare a Maastricht che ho illustrato in Avanti e su cui discuteremo nei prossimi mesi è fondamentale per creare benessere e posti di lavoro nei prossimi anni. "Semplicemente perché non è vero".


Popolare

COLLEGARE