E' boom assunzioni, ma precari 8 contratti su 10

Tra gennaio e maggio del 2017 si è registrata "un'ulteriore riduzione dell'incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni (25,9%) rispetto ai picchi raggiunti nel 2015 quando era in vigore l'esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato" e per lo stesso periodo si registrava un 40,7% di nuovi contratti a tempo indeterminato. Lo ha rilevato l'Inps, in un rapporto all'interno del quale è stato spiegato che "il maggior contributo è provenuto dalle assunzioni a tempo determinato (+23%), mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-5.5%)". Il vero boom è quello che ha fatto registrare il cosiddetto contratto a chiamata a tempo determinato, cresciuto negli ultimi 5 mesi del 116%.

L'Inps sottolinea: "Può essere messo in relazione alla necessità delle imprese di individuare strumenti contrattuali sostitutivi dei #voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo". Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi), a maggio 2017, risulta positivo e pari a +497.000.

E' sempre più precaria la situazione del lavoro in Italia, dopo i dati sulla crescita del lavoro a chiamata, diffusi dall'Osservatorio dell'Inps.

Le retribuzioni Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, l'osservatorio Inps registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-maggio 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (55,0% contro 57,9% di gennaio-maggio 2016). Ma crescono i lavori a chiamata e solo un lavoratore su quattro è stabile. Un risultato che "cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+21.000), dei contratti di apprendistato (+48.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+428.000)". Queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti e attestano il proseguimento della fase di ripresa occupazionale. In forte calo a giugno le ore di cassa integrazione: - 50,7%.

La nota positiva riguarda i licenziamenti, che calano del 2,6% rispetto allo scorso anno. Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti) sono risultate 150mila, con una lieve riduzione rispetto allo stesso periodo del 2016 (-1,8%).


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