Israele: Isis rivendica l'omicidio di un'agente, Hamas smentisce

Ridda di rivendicazioni tra l'Isis e Hamas per l'attentato terroristico di venerdì sera a Gerusalemme costato la vita ad una giovane poliziotta israeliana, mentre il premier Benyamin Netanyahu ha subito annunciato misure straordinarie. Lo ha detto la polizia israeliana spiegando anche che ci sono "persone ferite", portate in ospedale.

Solitamente lo Stato islamico non rivendica attentati per i quali manca il collegamento al gruppo: basta anche soltanto un biglietto di intestazione che possa rendere il gesto un atto dedicato al jihad califfale.

Nel secondo attacco, quello di Via Suleiman, due aggressori hanno usato oltre ai coltelli un fucile rudimentale che però si sarebbe inceppato impedendo un bilancio più grave. L'organizzazione terroristica di al Baghdadi ha rivendicato per la prima volta un attacco a Gerusalemme, avvertendo che non sarà l'ultimo, ma il movimento islamista palestinese Hamas ha smentito dichiarando che a uccidere la poliziotta di 23 anni sono stati dei militanti per la causa palestinese, come risposta "ai crimini dell'occupante". Ma su questo non c'è ancora conferma.

I tre "terroristi" palestinesi sono stati uccisi nel corso di due diversi attacchi contro le forze dell'ordine a Gerusalemme.

In entrambi i casi, la polizia di Gerusalemme ha reagito esplodendo alcuni colpi d'arma da fuoco che hanno abbattuto i tre attentatori.

L'attacco è stato compiuto nei pressi della Città Vecchia, alla rottura giornaliera del digiuno del mese sacro ai musulmani e all'inizio dello shabbat, da tre palestinesi delle zone intorno a Ramallah (Cisgiordania).


Popolare

COLLEGARE