Ergastolo per Pellicanò, famiglia: Sentenza non ci restituisce Micaela

Giuseppe Pellicanò è stato condannato all'ergastolo al giudice dell'udienza preliminare di Milano, per aver provocato nel giugno 2016 l'esplosione nella palazzina in cui abitava in via Brioschi uccidendo tre persone, la compagna Micaela Masella e due vicini di casa, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi.

La sentenza è stata emanata lunedì 19 giugno dal gup Chiara Valori al termine del processo che si è svolto con rito abbreviato. Pellicanò avrebbe agito per vendetta: non voleva rassegnarsi alla separazione dalla ex compagna, che aveva nel frattempo intrapreso un'altra relazione.

Esclusa l'aggravante dei futili motivi, il gup non ha riconosciuto la seminfermità dell'uomo, stabilita in sede di incidente probatorio. A causa dell'esplosione anche le due figlie, di 7 e 11 anni, rimasero ustionate in maniera grave. A loro e ai familiari di Chiara è stato riconosciuto un risarcimento di 1 milione e 760 mila euro. I reati di cui è stato ritenuto colpevole sono quelli di strage e devastazione. Alle due figlie minori di Pellicanò e Masella vanno 400mila euro ciascuna, 350mila euro invece per ciascuno dei genitori delle vittime. Il pubblicitario dovrà risarcire anche i vicini di casa, che hanno visto i loro appartamenti danneggiati, con somme che si aggirano intorno ai 3mila euro.

Giuseppe Pellicanò, difeso dai legali Giorgio Perroni e Francesco Giovannini, ha confessato di avere svitato il tubo del gas la notte precedente all'esplosione, ma nel suo interrogatorio aveva spiegato di ricordare solo per fotogrammi quanto aveva fatto, anche a causa degli "psicofarmaci" contro ansia e insonnia che prendeva abitualmente. La sorella della vittima, Alessia, ha ricordato infine che le istituzioni devono "aiutare le famiglie che sono protagoniste di delitti come questo" e aiutare "i bambini che rimangono soli, senza ne mamma né papà, che sono tanti, ogni giorno di più, e cominciano a essere un esercito". Oltre a Masella, nella deflagrazione sono morti anche Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, i fidanzati che abitavano nell'appartamento accanto. L'ergastolo era la richiesta di pena chiesta dal pubblico ministero Elio Ramondini per Pellicanò.


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