Macron, due discorsi per un presidente

Da qui l'annuncio di Florian Philippot, numero due del partito, l'uomo che lo ha fatto sfondare tra gli operai del Nord, ma odiato dalla vecchia guardia: "Il Front cambierà nome". Per ogni voto andato alla Le Pen due sono andati a Macron. Guardando ai numeri, un record di quasi 11m ha votato per Le Pen. La ripicca si potrebbe anche capire, considerati questi mesi di campagna elettorale contro, ma dietro il diktat si può leggere anche la conferma della tendenza di Renzi all'ammucchiata dem-miglioristi- moderati a vario titolo-eventuali fuoriusciti di schieramenti alla sua destra e pentastellati scontenti. Ma ieri sera la Francia ha scelto altrimenti. Sventolano diverse bandiere e striscioni, da quella del sindacato Cgt, ai Sans Papiers, dal movimento Nuit Debout presente con un suo coro che intona Bella Ciao e Bandiera rossa, ai sostenitori di Jean-Luc Mélenchon che mettono Macron "sotto tutela" in vista delle legislative di giugno. Ha detto il politogo diamanti al quotidiano Repubblica. Ma non ha vinto il Tour. Poi l'hanno raggiunta i tre figli con i 7 nipoti e amici della coppia Macron.

I dubbi restano, ma - come sottolinea il Corriere della Sera - la "seconda potenza europea ha affidato un assegno in bianco a un giovane che ha saputo andare contro lo spirito del tempo - il pessimismo, il populismo -, contro il vento della storia che dopo Brexit e Trump pareva spirare in tutt'altra direzione". Non nego le difficoltà economiche, sociali, l'abbattimento morale. Questo è stato il momento della festa popolare.

"Conosco le divisioni del nostro paese, che hanno portato alcuni a un voto estremizzato". La presidenza Macron è fenomeno anomalo, generato dal potere finanziario d'Oltralpe e dalla "fifa" per l'antagonista Le Pen. All'annuncio dato dalla televisione francese, i circa 5.000 militanti di 'En marche!' riuniti davanti al Louvre di Parigi sono esplosi in un boato di gioia e in un tripudio di tricolori francesi.

"Ho telefonato a Macron per congratularmi". Altrimenti avrebbe ragione chi segna con la matita blu la "confidenza" di Macron con banchieri e affini, ma anche le idee di replay del Nazareno di Renzi, di accordi subdoli con Forza Italia, di patti di ferro con Alfano, palla al piede dei governi di centrosinistra, di fatto del centrodestra. Dalla sua parte ha il traino della vittoria a valanga e il fatto che Madame Le Pen ha perso parecchia della sua magia nella pessima performance televisiva di mercoledì scorso. 16 milioni di francesi in totale non hanno votato o hanno votato bianco o nullo per protesta. Il più frequente tra quelli che sono stati fatti è quello di Sylvie Goulard, eurodeputata, centrista, europeista e ben conoscitrice di tre lingue.

Immediate le reazioni dei leader di tutto il mondo alla elezione di Emmanuel Macron. "Auguri di cuore a Emmanuel Macron". L'Eliseo ora è quindi "en marche" con il presidente più giovane della storia francese dai tempi di Napoleone Bonaparte.

Greenpeace Francia e' anche poco colpita dalla volonta', annunciata da Macron, di chiudere le centrali elettriche a carbone entro il 2023: "la loro chiusura non e' significativa per la Francia in termini di riduzione delle emissioni di Co2 ed era gia' prevista nella programmazione pluriennale dell'energia per il 2023". Il primo, poco dopo i risultati, un appello in diretta alla nazione: la scelta di un discorso presidenziale, solenne, senza folla, rivolto anche a chi non lo ha votato. "Una speranza si aggira per l'Europa", scrive il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.


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