Banca Etruria, Renzi: "Nessun favoritismo, siamo stati duri con tutti"

Le preferenze dell'ex premier: "Spero ci sia una legge con principio che il cittadino possa decidere liberamente e la sua scelta corrisponda a un principio di governabilità".

De Bortoli a Renzi, nessuna ossessione personale - "Ho letto la bella intervista che Matteo Renzi ha rilasciato al Foglio". Quando vado a Milano mi chiedono 'ma che gli hai fatto?'. Boh. Un po' perché il caso andrà smontandosi, ma soprattutto perché Renzi si sente in condizione - non sappiamo se a ragione o torto - di chiedere alla "sua" ministra un sacrificio ove fosse necessario. Forse dà a me la colpa perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda della Rai e lo capisco: "essere bocciato da una commissione parlamentare non è piacevole".

E sul caso Etruria, Renzi ha detto: "Penso che il tema di Banca Etruria torni ciclicamente". Arriverà un giorno in cui si chiariranno le responsabilità a vari livelli e se c' e' un motivo per cui sono contento che la legislatura vada avanti fino ad aprile 2018 e' che avremo molto tempo per studiare i comportamenti di tutte le istituzioni competenti. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. In buona sostanza, De Bortoli dà del bugiardo a Renzi. "Credo finirà così", ha detto il segretario del Pd. Sbaglia, invece, chi in queste ore crede che sia la vicenda Boschi a poter tagliare la strada al disegno renziano. "Praticamente tutte le banche d'Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase". È importante. Si può perdere un voto ma non la salute dei figli - ha concluso - I vaccini non sono né di destra né di sinistra. So che è ossessionato da me.

Ue. Tra le cose fatte dal suo governo, Renzi sottolinea i successi in Europa, anche se resta ancora da fare: "Abbiamo portato a casa la flessibilità e un po' di investimenti, ma ancora non basta". "Quello dei vitalizi è un tema che giustamente vi sta a cuore: è fondamentale che i Cinque stelle votino la proposta di Matteo Richetti, che è seria". L'inviato venne minacciato dalla scorta che gli intimò di andarsene. Ora, Macron è come un uovo di pasqua di cui non conosciamo ancora il gusto e soprattutto non sappiamo quale sorpresa custodisca, e trasformare un trionfo elettorale in un governo e delle parole d'ordine in una politica non è certo cosa facile, ma il merito di aver sbarrato la strada alla marea montante del populismo e di aver fatto prevalere la speranza sulla paura, è comunque una medaglia già appuntata sul suo petto.


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