Vivendi, invariate ambizioni su Mediaset

"Quando hanno incominciato a comprare il pacchetto di Mediaset non hanno detto cosa ci volevano fare e la cosa interessante è che in Francia esiste una norma che stabilisce che chi compra il 10% di una società quotata e strategica deve dire cosa vuole fare", ha spiegato il ministro alla domanda sul perché avesse definito opaca l'operazione Vivendi. "Noi siamo costruttori lungo termine".

A Giovanni Minoli che chiedeva se ci fosse stata da parte sua una attenzione particolare per Mediaset, Calenda ha risposto: "Il problema non è di chi è la proprietà di Mediaset ma le regole per acquisire la proprietà". "Le nostre ambizioni in Italia restano invariate" ha ribadito. Se l'agenzia Glass Lewis ha deciso di sostenere le risoluzioni del gruppo media, due concorrenti ISS e Proxinvest raccomanda di respingerle.

Stando agli esperti, per altro, potrebbe essere sufficiente una sterilizzazione della quota in Mediaset oltre il 10% per ottemperare al pronunciamento dell'Agcom. Abbiamo investito più di 5 miliardi di euro, la nostra ambizione è invariata ed è quella di produrre e distribuire contenuti latini a forte valore aggiunto. Il Ceo ha sottolineato "la posizione di lungo termine" in Telecom.

Riguardo a Mediaset, "la nostra alleanza non è iniziata nel migliore dei modi, ma vogliamo tornare a stabilire un rapporto costruttivo e di lunga durata". Vivendi ha il 28,8% del capitale di Mediaset. Il giorno prima - lo ha annunciato ai soci lo stesso Bolloré - il suo gruppo aveva incassato dalla Ue il riconoscimento del controllo "esclusivo" su Vivendi e l'ok a far valere il suo peso, salito - grazie alla legge Florange - al 29,84% dei diritti di voto (per una partecipazione pari al 20,6% del capitale, quadruplicata comunque nel giro di pochi anni).

L'assise ha 25 punti all'ordine del giorno. Tra le misure più simboliche, hanno deciso di votare contro il rinnovo per quattro anni il mandato di Vincent Bolloré al consiglio di sorveglianza, di cui è presidente, e contro la ratifica del direttore del figlio Yannick Bolloré. Dall'assemblea, oltre che dalla conferenza con l'ad, sono attese risposte e chiarimenti sulle strategie dei francesi sulla loro 'campagna italiana', dove sono i primi azionisti di Telecom con il 23,9% e i secondi di Mediaset, dopo la scalata che alla fine del 2016 li ha portati a quasi il 30% del capitale sociale, a ridosso della soglia che fa scattare obbligatoriamente l'Opa sull'intera azienda fondata da Silvio Berlusconi.


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