Uber: confermato il blocco del servizio per concorrenza sleale verso i taxi

Con la sentenza depositata oggi, 7 aprile, il Tribunale di Roma ha accertato "la condotta di concorrenza sleale" di Uber, vietando alla società "di porre in essere il servizio di trasporto pubblico non di linea con l'uso della app Uber Black" e di "analoghe" app, "disponendo il blocco di dette applicazioni con riferimento alle richieste provenienti dal territorio italiano, nonché di effettuare la promozione e pubblicizzazione di detti servizi sul territorio nazionale".

Il Tribunale civile di Roma ha accolto il ricorso per concorrenza sleale proposto dalle maggiori sigle sindacali e strutture economiche del settore taxi e noleggio con conducente contro il gruppo Uber per il servizio di noleggio con conducente Uber Black. Uber dovrà poi versare una penale di euro 10 mila euro e ogni autista di 100 euro per ogni giorno di ritardo nell'adempimento dell'ordinanza dopo il decimo giorno successivo alla comunicazione della decisione del Tribunale. Occorre considerare, infine, che i drivers e le auto da questi utilizzate non sono sottoposti ad alcuna licenza comunale né ai diversi obblighi e controlli che la legge prevede per lo svolgimento del servizio di Taxi; è la stessa Uber, infatti, che verifica ed eventualmente concede l'autorizzazione al proprio autista affinché quest'ultimo possa svolgere il servizio di trasporto utenti.

Stop dei giudici di Roma all'app Uber.

In un comunicato, Uber si dichiara "allibita" dalla decisione del tribunale, annuncia ricorso e fa appello al governo perché "non può perdere altro tempo ma deve decidere se rimanere ancorato al passato, tutelando rendite di posizione, o permettere agli italiani di beneficiare di nuove tecnologie come Uber". Al contrario, "gli autisti Uber" svolgerebbero la loro attività "in contrasto" con la normativa, godendo in una posizione di "indebito vantaggio" rispetto ai tassisti. Una rischiesta che, però, rivoluzionerebbe il business di Uber. "Un sentito grazie va attribuito anche alla Magistratura, che in Italia si è confermato l'unico potere affidabile". "Con il blocco dei servizi Uber tramite app l'Italia viene rispedita indietro di decenni, mentre tutti gli altri paesi vanno avanti e si adeguano alle nuove offerte del mercato", spiega il Codacons.

Il commento di Uber Italia è comprensibilmente sconvolto.


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