Scozia chiede referendum-bis per l'indipendenza. Londra risponde picche

Il Partito laburista britannico non si opporrà alla richiesta di un nuovo referendum sull'indipendenza della Scozia, se il piano otterrà il sostegno del Parlamento scozzese.

Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha detto di voler chiedere un nuovo referendum sull'indipendenza della Scozia tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019, una volta che i termini dell'uscita della Gran Bretagna dall'Europa saranno chiari. Una consultazione popolare sull'indipendenza della Scozia, infatti, si era già avuta nel 2014, e si era chiusa con la vittoria degli unionisti. Oggi la Camera dei Comuni voterà il breve testo che autorizza il governo a ricorrere all'articolo 50 del Trattato di Lisbona, avviando la procedura formale di divorzio dall'Unione Europea. Difatti, entro marzo, Londra dovrebbe rendere noto il piano di addio, indicando anche quali effetti vi saranno, da tutti i punti di vista, e quali rapporti si manterranno invariati o solo modificati con l'Unione Europea e gli altri Stati membri. Ad ogni modo, è a Wstminster che spetta l'ultima parola sulla concessione p meno del voto. In una nota, il governo di Theresa May afferma che un tale voto causerebbe incertezza e ricorda che la secessione fu respinta nel referendum del 2014, da considerarsi "unico in una generazione". Una possibilità per Londra potrebbe dunque essere quella di rinviare la data del referendum a dopo la conclusione del negoziato per la Brexit.

Tuttavia Londra non è propensa ad accettare un secondo referendum: "Non accetteremo niente che leghi le mani al primo ministro", ha riferito il portavoce di Theresa May.

L'annuncio della premier scozzese Nicola Sturgeon: "Prima della fine del mese, forse domani, la prima ministra May farà scattare l'art". Theresa May avverte inoltre che rimettere in discussione in questo momento l'unità del Regno significherebbe produrre "enorme incertezza economica" per l'intera Gran Bretagna, tanto più sullo sfondo dei negoziati per la Brexit. Ma col vento antieuropeista che soffia nel Vecchio Continente, non è detto - ammesso riesca ad andare alle urne - che gli scozzesi la seguano come a Robert "Braveheart" Bruce: i sondaggi dicono che il Sì alla secessione, cioè alla Ue, vale appena un risicato 51-52%.


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