Fermata baby gang: 4 arresti e 6 denunce

La baby gang prendeva di mira i più deboli, incapaci di potersi difendere, scegliendoli tra vicini di casa o compagni di classe. Si tratta di uno studente, anche lui di 15 anni, diventato oggetto di una vera e propria persecuzione, violenze ed umiliazioni quotidiane.

In un'altra occasione, il branco aveva aggredito il ragazzino in 5 contro 1, denudandolo e tenendolo appeso per le gambe a testa in giù sopra un ponte, dove gli hanno inflitto atti sessuali.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i giovani malviventi non appartengono a un mondo di marginalità sociale, e definiti dagli investigatori tutti "ragazzi di buona famiglia", figli di professionisti, commercianti, impiegati, operai. Cinque di loro erano molto violenti.

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Terzo posto in classifica per la squadra azzurra che oltre al campionato è in corsa anche per la Coppa Italia . Oggi abbiamo meritato la vittoria, siamo contenti per i tre punti e per aver mantenuto la porta inviolata.

"Per questo chiediamo oggi alla magistratura di verificare se i ragazzi che costituivano la baby gang di Vigevano avessero rapporti con gruppi Facebook analoghi a quelli da noi denunciati, e se vi siano eventuali responsabilità di soggetti terzi in qualità di possibili "mandanti" o istigatori delle violenze e degli stupri perpetrati dal branco" prosegue il Codacons. Secondo le indagini, in un caso gli arrestati avevano costretto un loro coetaneo - il bersaglio preferito per le loro angherie, un quindicenne 'fragile' - a bere alcolici fino ad ubriacarlo, poi gli avevano messo una catena al collo e l'avevano portato come un cane al guinzaglio in giro per le strade della cittadina in cui risiedono. Il gruppo di 15enni violentava e picchiava le sue vittime.

Il tutto era stato ripreso da un telefonino e il filmato era stato diffuso tra gli amici. Il 'branco' era riuscito comunque a tenerlo ostaggio e il ragazzo veniva anche fotografato mentre subiva atti di bullismo e violenze. Vista la brutalità degli episodi, non è scattata solo la denuncia, ma l'arresto per concorso in violenza sessuale. Infatti, alcuni tra gli indagati dovranno rispondere anche di una "spedizione punitiva", risalente a febbraio 2017. Nel mese di ottobre 2016, alcuni di essi si rendevano responsabili di un lancio di sassi contro un treno regionale, danneggiandolo e causando un ritardo sulla linea di percorrenza di circa 30 minuti.


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