Dobbiamo veramente preoccuparci per le nuove rivelazioni di Wikileaks?

Stando a quanto emerge da una prima lettura dell'archivio da parte dei media e da quanto afferma Wikileaks, l'arsenale sviluppato e accumulato dalla Cia nel tempo copre una vasta gamma di strumenti: da malware con cui infettare dispositivi di persone da spiare allo sfruttamento delle cosiddette vulnerabilità "zero day", ovvero falle sconosciute ai proprietari di un sistema e dunque sfruttabili a loro insaputa.

In realtà l'apparecchio registra le conversazioni nella stanza e le invia al server della Cia. "L'obiettivo per conquistare il controllo non è stato specificato, ma potrebbe consentire alla Cia di commettere assassinii non rintracciabili". In Europa, sempre secondo l'organizzazione di Assange, la centrale degli hacker che lavorano per la Cia si troverebbe nel consolato Usa di Francoforte.

Wikileaks, la piattaforma di controinformazione fondata da Julian Assange, ha reso pubblici migliaia di documenti dai quali emergerebbe un'attività di spionaggio svolta dalla CIA attraverso i device mobili, gli oggetti connessi e le tecnologie per l'IoT (Internet of Things); quest'ultima si sarebbe svolta in diversi paesi tra cui anche l'Italia. Ma c'è anche un'altra pista, secondo la quale le nuove rivelazioni di Wikileaks sarebbero l'ultimo capitolo della battaglia in corso tra i servizi americani e la Russia sulle interferenze che quest'ultima avrebbe avuto nelle elezioni americane. Se Wikileaks proseguirà nella pubblicazione del materiale, compatibilmente con i tempi necessari a censurarne il contenuto per eliminare rischi macroscopici di divulgazione inusitata di informazioni potenzialmente pericolose, il complesso del leak in questione supererà in quantità quanto svelato da Snowden.

Wikileaks paragona questa proliferazione delle cyber-armi, in termini di pericoli, a quella del commercio globale delle armi tradizionali: "Una volta che una singola cyber-arma viene persa può diffondersi in tutto il mondo in pochi secondi". Ed intanto l'intelligence community americana, e l'industria a lei legata, stanno verificando i danni che potranno essere procurati dalle rivelazioni su come. Attualmente non è possibile stabilire con assoluta certezza se questi file siano autentici, ma dalle prime analisi da parte di giornalisti e informatici che hanno ottenuto i documenti in anticipo sembra che non ci siano troppi motivi per dubitare. Il nome dell'organizzazione deriva dall'unione di due termini inglesi e significa fuga di notizie.

I documenti diffusi sinora, secondo i funzionari, sono in gran parte autentici, sebbene non sia ancora verificato se lo siano tutti o se le informazioni siano state alterate.


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