Congedo mestruale, ecco le novità in arrivo per le lavoratrici italiane

Qualcosa potrebbe però cambiare, grazie alle deputate del Partito Democratico Romina Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato che hanno firmato una proposta di legge che ora è all'esame della commissione Lavoro e dovrebbe essere approvata velocemente.

Il certificato dovrà essere rinnovato poi entro il 30 dicembre dell'annualità in corso e presentato al datore di lavoro entro il 30 gennaio dell'anno successivo.

La proposta di legge italiana sul congedo mestruale permetterebbe - alle donne affette da dismenorrea - di assentarsi dal lavoro per tre giorni al mese venendo retribuite.

La proposta di legge equipara tutte le posizioni lavorative per le donne che ogni mese devono affrontare il disturbo legato al ciclo mestruale.

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Il congedo retribuito sarebbe infatti riservato soltanto a coloro che soffrono di mestruazioni dolorose e invalidanti.

I sintomi della dismerronea prevedono dolori costanti e senso di pesantezza in tutta la zona bassa della schiena e fino alle cosce, con spasmi e crampi nella parte inferiore dell'addome: in molti casi si possono avere vertigini, nausea, mal di testa, vomito, dissenteria e forti dolori articolanti creando condizioni di sofferenza che rendono necessario un riposo assoluto, oltre alla somministrazione di anti dolorifici.

Se il congedo mestruale dovesse essere introdotto nel nostro ordinamento, le donne che potrebbero usufruirne avrebbero diritto a tre giorni di permesso al mese che non comporterebbero alcuna diminuzione dal punto di vista della retribuzione. A godere del congedo mestruale poi saranno le lavoratrici a prescindere dalla natura del loro contratto sia del settore pubblico che di quello privato, che presenteranno regolare certificato medico inerente. In Giappone il "seirikyuuka", cioè il congedo mestruale, è previsto dal 1947, in Indonesia dal 1948: gli ultimi ad adottarlo sono stati Sud Corea (2001) e Taiwan (2013). In Italia il dibattito sul cosiddetto congedo mestruale si è acceso dopo che la "Coexist", un'azienda di Bristol, ha deciso di inserire nello statuto l'esenzione dal lavoro per le impiegate con il ciclo mestruale. Non si avrà alcuna decurtazione dallo stipendio per i giorni in cui la donna usufruirà del permesso.


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