Caserta, Cosentino condannato a sette anni per estorsione e illecita concorrenza

Questa la decisione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) nei confronti di Nicola Cosentino, ex sottosegretario del Pdl durante il governo Berlusconi, al termine del processo di primo grado sul cartello carburanti. Sull'ex coordinatore regionale di Forza Italia pende, inoltre, un'ulteriore richiesta di condanna a nove anni di carcere per corruzione e reimpiego di capitali illeciti con l'aggravante mafiosa in relazione alla costruzione, mai avvenuta, del centro commerciale "Il Principe", il cui dibattimento dovrebbe concludersi il 21 aprile.

La Dda di Napoli aveva chiesto per l'ex sottosegretario una condanna a 12 anni. Reato prescritto per l'ex prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi. Confiscati anche beni e quote dell'Aversana Petroli, riconducibile alla famiglia Cosentino.

Il legale di Cosentino si dice convinto dell'innocenza del suo assistito e preannuncia il ricorso in appello. Un terremoto dunque in casa Cosentino che rischia di annientare un impero economico costruito, secondo i giudici, attraverso pressioni esercitate su imprese concorrenti grazie all'appoggio di clan camorristici operanti nel casertano, meglio noti come Casalesi. Una tesi che la difesa del politico avrebbe più volto sostenuto dinanzi ai giudici che ancora una volta hanno invece ritenuto l'imputato responsabile dei reati ascrittigli.


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