Brexit, altro schiaffo per il governo May dalla Camera dei Lord

Intanto Downing Street ha respinto la nuova richiesta di elezioni anticipate, che in questo caso è arrivata dall'ex ministro Tory e ora membro dei Lord William Hague, secondo cui May dovrebbe capitalizzare il suo consenso andando alle urne.

(Teleborsa) - Altra sconfitta per il governo di Theresa May, promotore della Brexit, cioè della procedura di uscita della Gran Bretagna dall'UE, approvata con il clamoroso referendum dell'anno scorso.

Camera alta e Camera Bassa del parlamento britannico saranno chiamate a votare l'impianto definitivo della Brexit una volta che sarà concluso il negoziato e potranno obbligare il governo a tornare alle trattative per ottenere condizioni migliori di quelle raggiunte. Il governo attiverà l'articolo 50 del Trattato di Lisbona che avvierà il processo di separazione dalle Ue entro fine di marzo. La decisione della Camera dei Lord rappresenta un nuovo scacco al premier May. I conservatori sono in grande vantaggio nei sondaggi, ma non sarebbe facile cambiare la legge per anticipare il voto dal 2020 e per ora Downing Street lo esclude pubblicamente. L'emendamento prevede che il parlamento si esprima al termine delle trattative tra Londra e Bruxelles. Ma gli oppositori temono il caos, perchè tutti i trattati e gli accordi tra Londra e gli ex partner del Ventisette perderebbero di validità dal giorno alla notte. In base all'emendamento approvato il Parlamento avrebbe l'ultima parola. Ma il portavoce di May ha avvertito che una scelta di questo tipo incentiverebbe i leader europei "a offrire un cattivo accordo nella speranza che ci impedisca di uscire". Ai Comuni il governo conta di vedere rovesciato il voto dei Lord.


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