Appendice al posto dell'uretere: eccezionale intervento a Torino

Ma al Regina Margherita, l'équipe di medici è riuscita a isolare l'appendice e a farne un uretere nuovo.

Un intervento chirurgico più unico che raro è stato effettuato presso l'Urologia pediatrica dell'ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, dove per la prima volta al mondo a una bambina di appena due anni e mezzo è stato sostituito l'uretere con l'appendice. L'operazione, giudicata dagli esperti "rivoluzionaria", è stato effettuata dal dottor Emilio Merlini, direttore di Urologia Pediatrica della dell'ospedale Regina Margherita di Torino. L'unica soluzione era quella di sostituire l'uretere mancante, con il problema che si l'uretere è ubicato a sinistra rendendo più difficile pensare di sostituirlo con un viscere localizzato sul lato destro. Grazie a questo intervento adesso l'urina passa regolarmente dal rene alla vescica attraverso l'appendice.

Già dal termine medico che le è stato (erroneamente) assegnato, si desume che l'appendice rappresenti una porzione del corpo umano priva di ogni utilità e funzione e che si trovi lì, proprio in fondo all'intestino, con il semplice scopo di infiammarsi e di farci correre al pronto soccorso mentre un mal di pancia senza precedenti ci costringe in posizione ricurva ad emettere gemiti ed improperi di varia natura. L'uretere, a lungo andare, si stava riducendo a una sottile corda fibrosa.

Attenzione, mercurio nel pesce spada: i lotti ritirati
Ecco la spiegazione: "Per presenza di mercurio oltre i limiti sono stati ritirati 9 lotti". Originario dalla Corea , è stato pescato nell'Oceano Pacifico, zone Fao 71, 77, 87.

Eseguito in Italia il primo intervento al mondo di sostituzione dell'uretere con l'appendice a una bambina.

Sofferente anche all'altro rene, la bimba si trovava infatti nella più assoluta impossibilità di fare pipì, per via di una sorta di blocco continuo delle funzionalità renali che aveva condotto l'uretre a non svilupparsi e a complicare così un quadro clinico apparentemente disperato e non risolto da un precedente tentativo in sede chirurgica, finalizzato al recupero delle zone anatomiche deputate alla minzione. La bambina, informa l'ospedale, è già tornata a casa e si sta riabituando a una vita normale, senza l'incubo di essere collegata al tubo esterno che ne garantiva la sopravvivenza.


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